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Panigada (Sinistra Italiana): “Vendita depuratore di Villa Basilica, così si torna indietro”

Critica all'operazione sostenuta dall'amministrazione comunale

“Che un opera pubblica di alta valenza ambientale e lavorativa realizzata 40 anni fa con denaro pubblico e fondamentale per mantenere insieme buon lavoro ed ambiente venga venduta dai due Comuni proprietari a dei privati è di per se una vicenda che meriterebbe una attenzione adeguata, informazioni complete e rigorose”. A dirlo è Tommaso Panigada di Sinistra Italiana Lucca e il riferimento è al caso depuratore.

“Ma dai Comuni di Villa Basilica e Pescia non è emerso tutto ciò – prosegue -. Non voglio alimentar zizzania sparando a caso quindi specifico due punti che mi muovono a chiedere maggior chiarezza: il primo è relativo al valore di un opera che va considerato complessivamente, perchè un depuratore senza le fogne non serve e non vale a niente ma pure le fogne non servono né valgono niente se non alimentano una depurazione. Quindi 3.600.000 euro periziati per un depuratore ‘usato’ sono troppo pochi, dato che un impianto da 180.000 abitanti che produce la stessa quantità di fanghi ma tutti biologici per essere realizzato da nuovo varrebbe a base d’asta almeno 23.000.000 di euro (valore reale di gara non meno di 17.000.000). La seconda è che quando le fogne furono realizzate (con denari pubblici) prevedevano il ri-pompaggio a monte di parte delle acque depurate per mantenere la portata del torrente della Pescia di Villa Basilica il più possibile in linea con quella naturale”.

“Ebbene questa seconda tubazione non ha mai funzionato per decisione dei proprietari ma anche dei gestori e – aggiunge – addirittura in alcuni tratti non esiste nemmeno più dopo un evento alluvionale del 1990. Inoltre lungo il suo percorso esiste un edificio con dentro la stazione di pompaggio abbandonata da decenni che il Comune di Villa Basilica ha venduto a terzi per la realizzazione di una centralina idroelettrica alimentata da acque tolte a monte dal Torrente. Mi domando come si possa distruggere una buona idea di 40 anni fa in cui Regione Toscana, sindaci dell’epoca erano consapevoli che ambiente e lavoro dovevano andare avanti insieme. Adesso si torna indietro nel silenzio generale. Presidente Giani, Presidente della Provincia di Lucca Menesini, sindaci: qualcuno prima o poi vi chiederà conto di tutto ciò, le responsabilità di un eventuale danno erariale causato da una svalutazione di un valore di beni pubblici come pure di una incultura ambientale proprio mentre l’Europa chiama la nostra Italia alla sfida della transizione ecologica mettendo a disposizione ingenti risorse finanziare”.

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