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Liano Picchi, dubbi sull’ok al ‘tubone’

L'ex coordinatore del comitato comunale di Capannori contro la subsidenza: "450 litri ogni secondo verranno sottratti al Serchio e donati ad una spa"

“Nel silenzio generale degli amministratori lucchesi, 450 litri ogni secondo verranno sottratti al Serchio e donati ad una spa“. Così Liano Picchi già coordinatore del comitato comunale di Capannori contro la subsidenza sul voto di giovedì sera in consiglio comunale a Capannori.

“I danni che questo consistente prelievo comporterà al bacino idrico lucchese – spiega – si capiranno nel tempo. Se qualcuno nutrisse dubbi su quanto affermo, può facilmente fugarli rileggendosi quanto aveva eccepito in merito l’Autorità di bacino del Serchio nelle osservazioni al progetto, che ovviamente la Regione ha respinto. L’enorme sventramento per il passaggio del “tubone” lo subirà invece il Comune di Capannori, con immani disagi che dureranno anni a carico dei residenti, dei negozi e delle aziende. Strade interrotte, traffico impazzito che si riverserà sull’incongrua viabilità limitrofa. Per non parlare dei cavi tranciati, degli scarichi intercettati durante gli scavi di una profonda trincea che attraverserà strade, paesi e terreni privati. Eppure la scorsa sera poco ci manca, che i consiglieri di maggioranza e di opposizione, ringraziassero la spa per l’intervento che sta per attuare. Il progetto in realtà prevede che contemporaneamente al passaggio del “tubone” si stenda anche la rete fognaria mancante.  Così, dopo anni di stallo, riescono ad ottenere senza rimostranze, uno scavo per la rete fognaria pagato anche dalle tariffe di noi cittadini, finalizzato nelle apparenze a contrastare la subsidenza, e utilizzato invece in buona parte per derivare l’acqua del Serchio verso i profittevoli mercati di Montecatini, Pistoia e Firenze, che già da questa estate plaudivano all’opera”.

“Mi domando – prosegue – quanti dei consiglieri che hanno votato la mozione erano infatti consapevoli, che i tre quarti di quei 450 litri al secondo prelevati finiranno invece verso queste destinazioni? Non mi risulta che esista un documento dove si dichiari che l’acquedotto di Paganico verrà sostituito dalle acque del Serchio, o almeno di quanto verranno ridotti i prelievi, né che sia stata già pianificata la chiusura dei numerosi sfioratoi che inquinano i nostri fossi. Ma la beffa principale riguarderà le aziende cartarie che tanto hanno voluto questo progetto e a cui verranno inizialmente riservati 120 litri secondo, ma solo a condizione che le quantità prelevabili arrivino al valore massimo dei 450 litri, come già esplicitamente specificato, nell’accordo quadro”.

“In seguito, se le esigenze idropotabili delle province citate dovessero aumentare, o l’apporto del Serchio diminuire – conclude Picchi – sarà ovvio che a farne le spese saranno proprio i prelievi ad uso industriale, sia per effetto della legge Galli, che prevede la priorità dell’uso civile, sia per le più lucrose tariffe che queste comportano, dovranno così ricorrere unicamente alla falda, con buona pace per la subsidenza per cui tutto questo all’inizio era nato”.

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