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A Lucca l’archivio storico di Capannori, Fratelli d’Italia: “Così si perdono memoria e identità”

Il partito stigmatizza la decisione: "Sul tema si esprima la Soprintendenza archivistica di Firenze"

“Che l’amministrazione Menesini sia poco propensa a privilegiare il rispetto verso la nostra cultura è ormai palese, né può darsene responsabilità solo al Covid. Parliamo ad esesmpio del pessimo trattamento sinora riservato all’archivio storico del Comune di Capannori, buona parte del quale è stata depositata, a fine 2020 e nel silenzio generale, in un immobile di Sant’Alessio, a Lucca”. A stigmatizzare la situazione è Fratelli d’Italia Capannori.

“Meno male – dice il partito – che il precedente sindaco Del Ghingaro aveva provveduto a salvare le documentazioni storiche del periodo fino al 1865, trasferendole ad Artèmisia. In sostanza però, quelle dal 1866 al 1947, che si trovavano nelle stanze sotterranee, di fianco alla sala del consiglio comunale, non ci sono più, nessuno parla di quando e come farle rientrare ed, anzi, pare che i vertici vogliano trasferire anche l’archivio di deposito (contenente materiale più recente) e poi si vedrà cosa fare con l’archivio dell’urbanistica. Semplici scartoffie da archiviare? Peccato che chi si allontana dalle proprie radici, finisca spesso col restar privo di valori e consuetudini, indispensabili per i certificati storici di famiglia, per ricostruire tradizioni locali, per spiegare pure ai giovani di oggi, come eravamo una volta”.

“Di fatto però, le addette della cooperativa che svolgevano molto professionalmente l’attività di ricerca, rispettando leggi e regolamento comunale (nell’organico del personale di ruolo non è stata mai nemmeno inserita una figura tecnica, idonea a lavorare in archivio) – conclude Fratelli d’Italia .- non ci sono più da oltre un mese e potranno, forse, tornare, se verrà trovato l’accordo per inscatolare i documenti del deposito, trasferendo a Sant’Alessio e in tutta fretta, pure quelli. Vorremo sapere quand’è che la Soprintendenza archivistica di Firenze alzerà la voce, visto che questo è patrimonio di proprietà dello Stato. E vorremo pure sapere perché l’amministrazione Menesini non ha seguito il percorso dell’amministrazione precedente, cercando nuove sedi sul nostro territorio, idonee anche per il pubblico quando sarà riaperto l’ingresso per studio e ricerca, invece di spedire tutto su Lucca. Dove sta il problema? Mancano i soldi? Eppure, con determinazione 316 del 23 marzo, sono stati acquistati 70 pc portatili con una spesa di 86.580,23. Oppure si tratta di volontà politica?”.

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