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Caruso: “Piana del cibo? I ristoratori si aiutano con gli sgravi”

Il consigliere comunale della Lega: "Bisogna intervenire su questo"

“Lo scorso anno il gruppo Lega presentò una mozione in consiglio comunale per chiedere la riduzione delle aliquote Imu, dell’addizionale Irpef, della tariffa sui rifiuti e altre misure necessarie per aiutare cittadini, imprese, artigiani, attività commerciali messi a dura prova dalla crisi economica dovuta alla pandemia. Purtroppo, le nostre sollecitazioni non furono accolte nonostante la proposta di istituire una commissione consiliare bipartisan con la funzione di individuare le spese da rimodulare per conseguire i risparmi necessari per compensare il minor gettito derivante dalla riduzione della pressione finanziaria che avrebbe favorito la generalità di cittadini e imprese”. Lo afferma il consigliere comunale della Lega Domenico Caruso.

“E’ evidente – spiega Caruso -, che in un momento di gravi difficoltà per tutti anche il Comune è tenuto a razionalizzare e spendere al meglio le risorse finanziare per progetti che abbiano una ricaduta positiva per la collettività. Un esempio per tutti: il progetto La Piana del cibo, una valida iniziativa che vede riuniti i comuni di Capannori, Lucca, Altopascio, Porcari, Villa Basilica per promuovere le politiche del cibo, il consumo dei prodotti locali e la ristorazione della piana di Lucca che, però presenta alcune criticità da risolvere al più presto per renderla ancora più efficace”.

“Nel corso dell’ultimo anno – sostiene Caruso -, il comune di Capannori ha speso oltre 32 mila euro (che saranno rimborsati pro-quota dagli altri enti aderenti ma su questo punto eserciterò le mie prerogative di controllo) per un progetto la cui reale efficacia è ancora da verificare sia per l’esiguo numero dei ristoratori attivamente coinvolti (solo 10) sia con riferimento all’incremento del consumo dei prodotti tipici e alla valorizzazione del settore della ristorazione per il quale sarebbe opportuno perseguire l’obiettivo della completa riapertura in sicurezza e senza limitazioni.  Certamente la ristorazione non si aiuta distribuendo sacchetti da asporto comprati con soldi pubblici e concessi in omaggio soltanto a pochi esercizi da qualche solerte consigliere comunale di maggioranza di Capannori che senza averne titolo (l’iniziativa non vede coinvolto il Consiglio comunale e non è di sua competenza) profitta della circostanza per autopromuovere la propria immagine anche sul profilo social creato con risorse comunali e gestito da dipendenti comunali solo per pubblicizzare le attività connesse al progetto e non certo per soddisfare le manie di protagonismo di qualcuno; la ristorazione non si aiuta nemmeno spendendo oltre 3 mila euro per comprare mascherine riutilizzabili. I nostri ristoratori – conclude Caruso -, si aiutano veramente riducendo la tariffa sulla spazzatura, azzerando il pagamento del canone unico su pubblicità e suolo pubblico per tutto il 2021, con una efficace campagna pubblicitaria anche all’estero per favorire il turismo e non distribuendo mascherine e sacchetti da asporto che da qui a breve, mi auguro, saranno inutili poiché questo significherebbe ritornare a pranzare o cenare tranquillamente nei nostri ottimi ristoranti”.

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