Rsa di Marlia, i familiari degli ospiti costituiscono un comitato: “Servizio peggiorato, siamo al fianco dei dipendenti”

Le famiglie preoccupate: "Non si decurtino le ore del personale, vogliamo uno stretto contatto con Comune e Capannori Servizi"

Sono preoccupati dallo stato di agitazione i familiari degli ospiti della Rsa di Marlia. Il comitato che raggruppa le famiglia lo dice senza giri di parole, ammettendo: “Le cose alla Rsa non vanno più come una volta”.

“Avere padre, madre o comunque congiunti stretti in Rsa – spiegano dal comitato -, è spesso una condizione inevitabile sia per necessità familiare quanto spesso per la situazione di salute dei congiunti stessi. Se in tempi , diciamo normali, c’è sempre la preoccupazione di affidarli in situazione ottimale, tale preoccupazione è certamente accresciuta in momenti come quello attuale con l’incognita covid19 e con l’impossibilità di far loro visita con regolarità. E’ per questi motivi che siamo allarmati e per quanto leggiamo e abbiamo appreso circa la condizione della Rsa di Marlia. Nei giorni scorsi, sia i sindacati dei pensionati quanto le rappresentanze sindacali delle lavoratrici, hanno fatto sapere a mezzo stampa di aver aperto uno stato di agitazione per le condizioni di insopportabilità dei carichi di lavoro e denunciando carenza di personale”.

“In particolare da quanto si è potuto apprendere – proseguono – sarebbero state decurtate ore di servizi assistenziali ed anche in campo alberghiero. Non possiamo nascondere di aver notato noi stessi che le cose a Marlia non vanno più come una volta, il personale fa il possibile per dare il miglior trattamento agli ospiti ma le ore decurtate sono quantitativamente e qualitativamente importanti e la qualità della permanenza degli ospiti è drasticamente peggiorata. Ciò non è accettabile in funzione dei costi sopportati dagli ospiti e dalle strutture pubbliche attraverso le apposite quote e tanto meno è accettabile per il diritto di ognuno di noi a vivere in ogni circostanza una vita dignitosa con il diritto a godere di tutte le cure necessarie. Ritenendo che le attuali normative lo consentano, abbiamo chiesto, di poter fare visite ai nostri parenti nella Rsa fuori dalle visite prenotate che si stanno organizzando ultimamente perchè vogliamo renderci conto di persona e con precisione di come sia la situazione, ma a quanto pare non ci viene concesso”.

“Ci proponiamo – affermano – di chiedere ufficialmente di avere momenti per effettuare visite pur nel rispetto delle normative e di tutte le precauzioni previste e dettate dalla pandemia. Vogliamo anche comunicare che per avere massima coesione e maggior rappresentatività abbiamo costituito un comitato che tenga rapporti costanti con le rappresentanze sindacali, il comune di Capannori e la Capannori servizi, perché il primo obiettivo e contribuire con le nostre proposte a migliorare la permanenza dei nostri congiunti nella Rsa di Marlia. Saremo quindi come giusto molto propositivi ma non avremo titubanze a rivolgerci alle autorità preposte laddove ci rendessimo conto che la gestione dei servizi non dovesse essere congrua alla dignità e al diritto alla salute e all’assistenza degli ospiti”.

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