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Anpana ‘adotta’ i corsi d’acqua del Consorzio di bonifica: volontari pronti al monitoraggio

L’associazione compirà controlli periodici su rii e canali adottati e segnalerà all'ente eventuali problemi

Si rafforza il legame tra il Consorzio 1 Toscana nord e l’Anpana Lucca, l’associazione che sul territorio si occupa della protezione di animali, natura e ambiente. L’Ente consortile e l’organizzazione hanno infatti firmato una convenzione, che potenzia e struttura la collaborazione già avviata da tempo.

“L’Anpana Lucca è una delle prime associazioni con cui abbiamo avviato il progetto di Salviamo le tartarughe marine, salviamo il Mediterraneo – ricorda il presidente del Consorzio, Ismaele Ridolfi – La sinergia, quindi, davvero importante per la sicurezza idraulica ed ambientale del territorio, viene da lontano. Adesso abbiamo stipulato questo nuovo accordo, che vede i volontari in prima linea nelle nostre manifestazioni del Sabato dell’ambiente: ogni ultimo sabato del mese, raccoglieranno infatti rifiuti e plastiche, con l’obiettivo di impedire che questi arrivo al mare. L’associazione si prenderà cura sia del Torrente Freddana (nel tratto del comune di Lucca), sia del Fossa Bianca, Fossa Nera e Rio Fraga, nella Piana, compiendo pure il monitoraggio periodico degli alvei e degli argini, e segnalandoci in tempo reale eventuali problematiche”.

Ad esprimere soddisfazione è anche il presidente di Anpana Lucca, Angelo Bertocchini: “La collaborazione col Consorzio è attività qualificante del nostro impegno per il territorio – spiega – Ogni mese, tantissimi volontari si avvicinano alla nostra associazione, proprio perché desiderano contribuire, direttamente e concretamente, ad un ambiente maggiormente rispettato e curato. E, insieme, siamo sicuri ciascuno farà ancora con più impegno ed entusiasmo la propria parte”.

In virtù della convenzione, l’associazione compirà monitoraggi periodici sui corsi d’acqua adottati e segnalerà al Consorzio eventuali problemi che dovessero porsi, come la presenza di tronchi che attraversano l’alveo (pericolosi in caso di piene), tane di animali, che possono ‘bucare’ gli argini.

“Solo assieme alla rete delle associazioni e della cittadinanza attiva è possibile lavorare diffusamente in prevenzione – conclude Ridolfi – ciò è fondamentale per garantire la sicurezza idraulica dei nostri territori”.

 

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