Quantcast

Chiude il ‘nido di Camilla’. Il Comune: “Eravamo disponibili ad aiutare la struttura a mettersi in regola”

L'amministrazione: "Mancano i requisiti: sulla decisione della Regione nulla può il municipio"

L’amministrazione comunale di Altopascio prende atto della decisione delle titolari di chiudere Il Nido di Camilla, il baby parking che, per sua stessa natura e secondo le leggi regionali, non può svolgere attività di asilo nido. E prende spunto da questa decisione per chiarire una serie di punti fondamentali.  “La struttura in questione – spiega il Comune – non rispetta la normativa regionale in materia di servizi educativi ed è questo il motivo per cui la Regione Toscana non l’ha inglobata nelle strutture che possono erogare servizi educativi: nulla può il Comune rispetto a questa decisione, perché i servizi educativi devono seguire regole chiare e progetti educativi condivisi con la Regione Toscana e nulla può essere fatto fuori da questo solco. Il Comune di Altopascio, proprio per ovviare a questo problema, ha più volte indicato alle referenti della struttura la strada giusta da seguire per aprire ‘nelle regole’, dimostrandosi disponibile anche a riconoscere un aiuto concreto ed economico per la partenza: l’amministrazione comunale aveva infatti proposto loro di erogare un contributo, proposta rispetto alla quale non c’è stata alcuna risposta”.

“Il Comune di Altopascio ha fatto delle politiche per l’infanzia e dei bambini la propria priorità amministrativa ed è proprio per questo motivo- si spiega – che viene prestata la massima attenzione al loro benessere e al fatto che vengano inseriti in contesti educativi qualificati e riconosciuti come tali. Con l’educazione dei piccoli bisogna essere molto preparati e organizzati, ne va della loro crescita, del loro sviluppo e del loro futuro. È quindi imprescindibile che chi vuole lavorare in questo ambito abbia tutte le carte in regola per farlo dal punto di vista dei titoli e da quello dell’accreditamento”.

Il Nido di Camilla è registrato come baby parking, nonostante il nome che può indurre in errore – osserva il Comune -: nonostante questo e nonostante l’assenza di requisiti ha svolto di fatto una vera e propria attività di asilo nido. Cosa che contrasta completamente con le linee-guida della Regione Toscana in materia di servizi educativi. Essendo un baby parking, infatti, secondo le norme regionali, non può svolgere funzioni educative, ma solo un servizio di custodia dei bambini. Servizio di custodia che è tale solo se ha caratteristiche di occasionalità, non potendo accogliere bambini per una frequenza quotidiana e regolare.  Per questo motivo l’amministrazione comunale si era messa, e continua a mettersi, a disposizione per accompagnare le responsabili della struttura verso la strada dell’accreditamento, così da offrire un servizio educativo prima infanzia vero, organizzato e strutturato secondo le linee-guida regionali e comunali in materia, con tutte le garanzie e le progettualità necessarie”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Lucca in Diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.