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I sindacati: “Essity, bene ai correttivi al piano ma servono più garanzie”

Le sigle: "Aspettiamo di esaminare nel dettaglio le proposte ma tutte le nostre richieste non sono state ancora soddisfatte"

Sindacati cauti ma ottimisti dopo l’annuncio dei ritocchi al piano di riorganizzazione di Essity, per ciò che riguarda gli impianti della Lucchesia. Cgil, Cisl e Uil si riservano di esaminarlo nel dettaglio e attendono di essere messi a consocenza dell’azienda dei dettagli in modo esaustivo. Ma secondo le sigle all’accordo manca di fare un ulteriore passo per il mantenimento degli stabilimenti nella divisione brand in Italia.

“È sicuramente un fatto nuovo, su cui ci riserviamo di esprimere un giudizio, quando in maniera esaustiva e dettagliata verremo messi a conoscenza del piano industriale che ancora manca, a distanza di 3 mesi dall’annuncio fatto sullo spostamento dei volumi legati ai brand e che attendiamo e che ancora, questo è certo, si farà attendere per un altro po’. Certamente, questa correzione è frutto del lavoro sindacale messo in campo fino a questo momento – spiegano le sigle -, svolto anche con l’interessamento delle istituzioni, che abbiamo ritenuto necessario coinvolgere, visto l’importanza della vicenda e delle sue possibili ricadute in termini di lavoro e di occupazione”.

“C’è da andare avanti – si avverte -: quanto emerso non esaurisce ancora la nostra richiesta di mantenere tutti gli stabilimenti italiani all’interno della divisione brand, caratterizzata da produzioni e volumi brand, legati ai marchi di proprietà dell’azienda, che meglio si sostengono sul mercato, rispetto a prezzi e marginalità di ricavo, e che meglio dei prodotti a marchio privato, più esposti alla volubilità dei volumi, all’altalena dei prezzi bassi richiesti dal circuito della grande distribuzione e più soggetti alla contrazione dei margini di ricavo, sanno garantire stabilità produttiva e occupazionale. Bisogna, quindi, continuare a lavorare e creare le condizioni perché si arrivi a presentare un piano industriale alle parti sociali e alle istituzioni che contenga tutte le garanzie richieste”.

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