Monitoraggio e riduzione dell’inquinamento atmosferico, Porcari conferma l’impegno ‘green’

In corso un progetto con due università, Cnr e Arpat. Un’occasione per ribadire l’impegno per il benessere ambientale ora presente in Costituzione

È entrato nel suo terzo e ultimo anno il progetto Azioni multidisciplinari e integrate per il monitoraggio e la riduzione dei particolati atmosferici nella Piana lucchese, del quale il Comune di Porcari condivide gli obiettivi e partecipa con la centralina di rilevamento degli agenti inquinanti posizionata oggi in piazza degli Alpini. Un’occasione per ribadire l’impegno del paese per il benessere ambientale a pochi giorni dall’entrata di questo tema nella Costituzione italiana. 

Grazie al finanziamento di 180mila euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca a gennaio 2020 sono iniziati gli studi per migliorare la qualità dell’aria attraverso le specie arboree e vegetali più adatte al microclima del territorio e più efficienti per il contrasto alle polveri sottili.

A condurre l’indagine, che avrà tra gli esiti anche la messa a dimora delle piante e degli alberi che risulteranno efficaci nella lotta allo smog, un coordinamento scientifico trasversale: capofila del progetto è l’università di Firenze, con il dipartimento di biologia e il dipartimento di scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali, che stanno conducendo analisi sulla vegetazione. Partecipa anche il Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) di Pisa, che ha fornito centraline di monitoraggio della qualità dell’aria low cost e sta eseguendo studi sulla vegetazione e sulla qualità dell’aria in prossimità delle abitazioni nei quattro comuni – oltre a Porcari, Lucca, Capannori e Altopascio – coinvolti, in collaborazione con Arpat. I dati ambientali rilevati vengono via via messi in relazione con quelli sanitari dal dipartimento di ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia dell’università di Pisa. 

“Un progetto a tutto tondo – osserva l’assessore all’ambiente Franco Fanucchi – che si propone di conoscere per agire, con concretezza, e che appare ancora più importante oggi che finalmente la tutela dell’ambiente e della biodiversità, con la modifica dell’articolo 9, sono entrati di diritto tra i principi fondamentali della Costituzione italiana”.

“Il Comune di Porcari – ricorda ancora Fanucchi – da anni lavora gomito a gomito con gli enti di monitoraggio e ricerca: la centralina di piazza degli Alpini, collocata nello spazio della vicina scuola Orsi-La Pira prima dell’apertura del cantiere per l’ampliamento sud del plesso, ha rilevato i dati per Arpat fino al 2014, quando l’agenzia regionale ha ritenuto sufficiente servirsi di quella di Capannori, a soli tre chilometri in linea d’aria, che registrava gli stessi dati ed era catalogata allo stesso modo come ’urbana fondo’. Per un anno abbondante, poi, dall’1 dicembre 2016 alla fine del 2017, la centralina venne riaccesa per uno studio richiesto e finanziato dal Comune sulle particelle Pm10, le loro frazioni granulometriche e gli ossidi di azoto. A condurlo furono l’università di Firenze, sotto la supervisione del professor Franco Lucarelli, e l’Arpat con la dottoressa Bianca Patrizia Andreini: l’indagine confermò la conformità delle misurazioni effettuate da tutte le altre stazioni della Piana e, soprattutto, da quella di Capannori”. 

Aggiunge il sindaco di Porcari, Leonardo Fornaciari: “La modifica dell’articolo 9 della Costituzione fa riferimento esplicito all’interesse delle future generazioni. Con la modifica dell’articolo 41, inoltre, si stabilisce in modo chiaro che l’attività economica privata non possa svolgersi in modo da recare danno alla salute e all’ambiente. Voglio perciò sottolineare con forza che il nostro paese è all’avanguardia anche in questo settore: l’apparato industriale di Porcari adotta le migliori tecnologie disponibili e ha ricevuto riconoscimenti dalle principali associazioni per la tutela ambiente, Wwf in primis. Vanno avanti i complessi lavori per il depuratore consortile su via Lazzareschi ed è stato coperto quello dell’azienda Ds Smith, intervento richiesto a più riprese dal Comune, così da abbattere le maleodoranze di cui tanto si è parlato in relazione al casello del Frizzone”.

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