Ipotesi riduzione delle classi, a Porcari la rabbia dei genitori: “No ai tagli sulla pelle dei bambini”
Il dirigente scolastico della scuola dell’infanzia Cherubina Giometti e il Comune hanno chiesto alla dirigente dell’Ust Donatella Buonriposi di rivedere la decisione
Sale la preoccupazione dei genitori degli studenti della scuola dell’infanzia Cherubina Giometti di Porcari dopo ‘le voci’ sulla riduzione dell’organico per il prossimo anno scolastico.
Una decisione, scrivono i genitori, comunicata dall’Ufficio scolastico territoriale a inizio aprile e di cui si fatica a comprendere le motivazioni: la decisione, infatti, “sarebbe arrivata a fronte della previsione di un aumento del numero totale degli iscritti alle scuole dell’infanzia del comune e considerato altresì il tasso di natalità ed il saldo migratorio positivo che da anni si registra nel territorio porcarese, a differenza di altre zone della provincia”.
Il dirigente scolastico Guidi, l’assessore Lamandini ed il sindaco Fornaciari hanno chiesto alla dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Donatella Buonriposi di rivedere tale decisione ma, come scrivono le famiglie dei ragazzi, “al momento la situazione non sembra essersi risolta”.
“La riduzione del numero di sezioni nella scuola dell’infanzia di via Sbarra – si legge nella nota – comporterebbe notevoli disagi a livello di organizzazione e gestione della didattica, con classi troppo numerose ed il conseguente aggravio del lavoro degli insegnanti e del personale scolastico, in una fase delicata della crescita che richiede la massima attenzione. In quest’ottica, bisogna sottolineare che proprio la scuola dell’infanzia Cherubina Giometti storicamente accoglie un gran numero di bambini provenienti da famiglie straniere, che comprensibilmente richiedono una maggiore attenzione e sensibilità per favorire l’integrazione, l’inclusione e l’apprendimento della lingua italiana”.
“Inoltre – concludono – a causa della necessità di equilibrare le classi miste per età, si potrebbe verificare anche l’ipotesi di spostamento in altri plessi scolastici per chi ha già iniziato il percorso formativo in via Sbarra, con evidenti ripercussioni per le famiglie e la stabilità dei bambini stessi. I genitori quindi dicono no ai tagli sulla pelle dei bambini e si sono attivati, con forme di protesta pacifiche, per rendere nota a tutta la comunità la ferma opposizione a decisioni che potrebbero impattare negativamente sulla quotidianità e sulla serenità dei loro figli piccoli”.


