Allarme subsidenza nella Piana, Picchi: “Raggiunta la soglia critica”

L'ex presidente della commissione: "La falda freatica si è abbassata ulteriormente e in estate la situazione rischia di peggiorare"

“Nell’indifferenza generale delle istituzioni il livello della falda freatica sta paurosamente abbassandosi”. E’ l’allarme che lancia Liano Picchi, ex presidente della commissione contro la subsidenza.

“Meno due metri ottanta era stato fissato dal ministero dell’ambiente e dall’Autorità di Bacino come profondità massima da non superare – afferma – per evitare l’aggravarsi della subsidenza e dei crepacciamenti nel suolo e invece proprio in questi giorni sta scendendo oltre tre metri sotto il piano di campagna nella zona intorno all’acquedotto di Paganico”.

“Dai dati degli ultimi 7 anni – afferma Picchi – mai eravamo arrivati a superare questo livello di guardia nel mese di giugno. La cosa è molto preoccupante perché siamo appena all’inizi dell’estate e quindi è quasi certo che la situazione andrà sempre più aggravandosi come l’esperienza degli anni precedenti ci ha insegnato. Ancora più fosco è il quadro se teniamo conto del fatto che abbiamo superato questa soglia critica nonostante le grosse utenze del cartario abbiano fin ora attinto anche all’acqua trasportata dal tubone. Cosa accadrà ora che il tubone cesserà di condurre acqua fino al mese di ottobre e queste aziende bisognose di ingenti quantitativi dovranno esclusivamente attingere dalla falda?”.

“Sono passati quasi 20 anni – aggiunge Picchi – da quando la commissione grandi rischi chiese di intervenire per salvaguardare la falda, e il ministero dell’ambiente stanziò fondi, ma niente o quasi é stato fatto e l’unica opera realizzata, il raffinatore, costata svariati milioni di euro, non é mai entrata in funzione e versa in una situazione di totale degrado. La Corte dei Conti avviò un’inchiesta che si concluse in un inutile gran polverone senza approdare a niente. L’unica commissione contro la subsidenza che fu creata dall’ex sindaco Del Ghingaro e ignorata dall’attuale amministrazione aveva avuto almeno il pregio di pungolare le istituzioni, incalzare gli enti e vigilare sull’attuazione di quanto previsto”.

“Ci battevamo – ricorda Picchi – per arginare la subsidenza privilegiando l’uso in loco dell’acqua di superficie, purtroppo gli industriali non hanno capito per tempo l’importanza di tutto ciò ed ora rischiano di vedersi portare fuori provincia l’acqua necessaria alla loro produzione, lasciando che altri perseguano un business che risponde a tutt’altre logiche ed interessi”.

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