Incendi boschivi, a Capannori presentato il nuovo parco mezzi della protezione civile della Regione Toscana

Si tratta di moduli operativi Aib (Antincendi boschivi) realizzati per gli interventi transfrontalieri nell'ambito del programma Italia-Francia Marittimo. Presente anche l'assessora Stefania Saccardi

Barbecue poco controllati, abbruciamenti di residui vegetali gestiti con imprudenza, o anche un banale mozzicone di sigaretta gettato a terra. A far scoppiare un incendio, soprattutto in periodi dell’anno poco piovosi come questo, basta davvero pochissimo. E in una regione ‘verde’ come la nostra è importante fare attività di prevenzione, certo, ma anche essere pronti a tutto: il nuovo parco mezzi della protezione civile, quasi completamente rinnovato grazie al progetto Interreg Italia-Francia e a fondi europei, è stato presentato questa mattina (29 giugno) a Capannori, nella piazza del Comune.

mezzi pc toscana capannori

Si tratta di moduli operativi Aib (Antincendi boschivi) realizzati per gli interventi transfrontalieri nell’ambito del programma Italia-Francia Marittimo, progetto Medcoopfire, al quale la Regione ha partecipato insieme alle regioni Liguria e Sardegna e altri partner francesi.

Alla presentazione dei nuovi mezzi, oltre a tanti volontari della Piana Lucchese, erano presenti la vicepresidente della Regione Toscana e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi, l’assessore alla protezione civile del Comune di Capannori Davide Del CarloLuigi Bartolozzi, comandante del gruppo carabinieri forestali di Firenze, Roberto Gulli comandante vicario dei vigili del fuoco di Firenze, Federico Campatelli responsabile servizi Anci Toscana e Gabriele Salvadori presidente del Coordinamento volontariato toscano Aib.

“Il nostro Comune ha lavorato parecchio per la sensibilizzazione dei giovani, infatti alla scuola media di San Leonardo abbiamo fatto un progetto per far conoscere come si gestisce un incendio e soprattutto come si previene – ha commentato l’assessore Del Carlo – I ragazzi hanno potuto partecipare anche ad una giornata formativa presso il centro di addestramento volontari toscani e hanno potuto vedere come lavorano i volontari. Purtroppo il nostro Comune durante l’estate è spesso soggetto a incendi boschivi anche vicini ai centri abitati quindi è importante sensibilizzare su questo argomento”.

“I fondi europei del progetto Interreg ci hanno consentito di rinnovare questo parco mezzi, strumenti a disposizione delle nostre squadre antincendio composte da tanti dei nostri volontari – ha detto l’assessora Saccardi – Oltre al lavoro dei volontari è importantissimo anche quello di prevenzione che si fa sia attraverso la gestione dei boschi che attraverso la formazione quotidiana delle persone. Anche il lavoro di informazione è importantissimo perché gran parte degli incendi scoppiano non tanto per atti dolosi ma per la disattenzione: sapere che in un periodo così particolarmente delicato dal punto di vista climatico il rischio di incendio è altissimo e anche un piccolo gesto più innescare un incendio, può salvare molti ettari di bosco. Ad innescare un incendio e un disastro ambientale non ci vuole niente, a far tornare un bosco come prima ci vogliono anni: un esempio, purtroppo, è stato il Monte Serra. L’attenzione rispetto all’ambiente da parte delle persone deve essere molto alta e dobbiamo richiamare tutti a un senso di responsabilità”.

La Toscana è una delle regioni italiane con il maggior numero di boschi e quindi anche per questo è maggiormente a rischio: “Il sistema che abbiamo formato e che teniamo in piedi con la gestione delle foreste con i piani di gestione forestale che facciamo con le Unioni dei comuni e con gli operai forestali – ha aggiunto l’assessora – si sono dimostrati straordinariamente utili. I dati del 2021 ci dicono che abbiamo quasi dimezzato la superficie coinvolta dagli incendi nonostante il numero dei focolai sia stato particolarmente alto. Vuol dire che, almeno in parte, anche il lavoro di gestione delle foreste sta dando i suoi frutti”.

L’assessora ha anche ricordato il nuovo numero unico di emergenza, il 112, attivato anche in Toscana circa un anno fa per per contattare tutti i servizi di emergenza all’interno dell’Unione europea.

“Il tema degli incendi boschivi è un tema che si sta ponendo con forza all’attenzione dei nostri comuni proprio perché è uno degli effetti principali dei cambiamenti climatici – ha commentato Federico Campatelli, responsabile servizi AnciToscana – Pensate a quanti insediamenti umani abbiamo in Toscana in prossimità di zone con molta vegetazione: penso ai centri abitati ma penso anche a tante aziende agricole, campeggi, agriturismi. Tutti elementi caratteristici del paesaggio della Toscana e di grande forza per il turismo, ma purtroppo oggi tutti questi insediamenti sono a forte rischio, passando da un elemento di forza ad uno di estrema fragilità. Per AnciToscana è strategico partecipare ai progetti europei del settore, per intercettare risorse altrimenti inarrivabili per i singoli Comuni, e per riversarle su territorio con iniziative dedicate che diffondino le migliori pratiche”.

“Un ringraziamento particolare va a tutte le associazioni di volontariato, circa 4mila unità solo in Toscana, che per la gestione dell’antincendio danno sempre veramente tanto – ha detto Roberto Gulli, comandante vicario dei Vigili del fuoco di Firenze – Come vigili del fuoco ci troviamo impegnati spesso insieme a loro con un obiettivo comune: siamo impegnati non solo per proteggere l’incolumità delle persone ma anche nella protezione dei beni pubblici e privati”.

Un po’ di dati: da inizio anno al 21 giugno si sono registrati in Toscana 247 incendi boschivi con 372 ettari di superficie boscata percorsa dalle fiamme (media ad evento pari a 1,5 ettari). Nelle prime tre settimane del mese di giugno gli eventi sono stati 37, contenuti entro un totale di 21 ettari complessivi (media ad evento pari a circa mezzo ettaro). A causa delle condizioni meteo climatiche caratterizzate da un periodo straordinariamente prolungato di scarse precipitazioni e anche per la presenza di ventilazione, il livello di rischio di sviluppo e propagazione per gli incendi boschivi si è innalzato in particolare a partire dall’11 giugno, giorno in cui è stato istituito il divieto assoluto di abbruciamento di residui vegetali agricoli e forestali su tutto il territorio regionale. 

Attività di prevenzione

L’impegno della lotta attiva non è sufficiente da solo a contrastare efficacemente il fenomeno degli incendi boschivi. Per questo la Regione Toscana sta attuando gli interventi programmati nell’ambito dei primi 20 Piani specifici di prevenzione, introdotti per le aree più a rischio del territorio, anche in seguito agli eventi di particolare complessità registrati nel 2017 e 2018. Un altro importante intervento di prevenzione, realizzato in collaborazione con i cittadini e le comunità locali, è il percorso – condiviso con l’Associazione statunitense National Fire Protection – per la costituzione delle Firewise Communities: sono comunità che hanno l’obiettivo della condivisione consapevole del rischio di incendio boschivo e delle attività di autoprotezione, necessarie a mitigare il rischio nelle aree in cui la vegetazione è a stretto contatto con gli spazi abitativi. A inizio di maggio a Calci si è costituita la prima comunità antincendi boschivi della Toscana e d’Italia, una forma di intervento partecipato che la Regione sta lavorando per diffondere.

La stagione 2021

Sono stati 405 gli incendi boschivi registrati nel corso del 2021, un numero che risulta perfettamente in linea con la media di 411 eventi annuali del periodo 2011-2021.

Più che dimezzata risulta invece la superficie boscata interessata: 361 ettari nel 2021 rispetto alla media decennale di 797 ettari. Appena lo 0,6% degli incendi boschivi del 2021 (pari a 3 eventi: uno superiore ai 50 ettari e 2 compresi tra i 20 e i 50 ettari) ha causato il 25 per cento della superficie boscata percorsa dal fuoco nell’intero anno.

E nel 2022? Quest’anno sono stati allestiti tutti i servizi di lotta attiva per affrontare la prossima campagna estiva grazie all’impegno del personale della Regione, dei tecnici e degli operai forestali delle Unioni di Comuni, dei Comuni e della Città metropolitana, dei 4200 soci delle associazioni di volontariato Aib, e grazie alla convenzione stipulata ogni anno con la Direzione regionale dei Vigili del fuoco. A questo si aggiunge la convenzione con il comando regionale dei carabinieri forestali per le attività di sorveglianza Aib. L’organizzazione regionale Aib viene modulata nel corso dell’anno in funzione dell’andamento dell’indice di rischio per lo sviluppo e la propagazione di incendi boschivi. Per i mesi estivi sono operativi: oltre 170 Do Aib, direttori delle operazioni di spegnimento; oltre 4mila volontari e circa 500 operai forestali con una disponibilità di 700 mezzi allestiti Aib e una flotta regionale di 10 elicotteri; una Sala operativa regionale (Soup) e 7 sale provinciali (Cop Aib). Anche quest’anno è stata potenziata l’organizzazione con l’attivazione di presidi estivi Aib formati da squadre del volontariato, presso le isole minori (Giglio, Capraia, Pianosa) e il parco regionale di Alberese (Grosseto). Tramite il centro regionale di addestramento Aib La Pineta – nel quale è addestrato tutto il personale dell’Organizzazione Aib – è proseguita la specializzazione degli operatori Aib, in particolare per la figura dell’analista Aib che supporterà il personale della Sala operativa regionale e i Do Aib nella previsione dell’evoluzione dell’incendio e nell’individuazione delle superfici potenzialmente a rischio.

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