Asilo nido Isola di Lammari, Rontani all’avvocato Toscano: “Sbagliato schierarsi ideologicamente dalla parte del cliente”
L’ex consigliere comunale: “La sua replica con commenti politicamente aggressivi nei miei confronti mi convince ancora di più delle mie tesi”
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la risposta di Paolo Rontani all’avvocato Toscano, che aveva a sua volta replicato a una uscita stampa dell’ex consigliere comunale. Il tema è quello dell’asilo nido Isola di Lammari
Gentilissimo avvocato Toscano,
nella sua recente uscita in stampa, lei sostiene che non si aspetta le mie scuse ma io sono prontissimo a rivolgergliele, se però ce ne fosse la ragione. Infatti, nel mio ultimo articolo on line, relativo alla vicenda dell’asilo rovinato nel fango, non ho mai fatto il suo nome bensì ho solo citato uno “studio legale” tra i più costosi e famosi della Toscana, incaricato dal Comune con le due determinazioni dirigenziali citate (non sono deliberazioni, mi consenta) per un totale, in corrispettivo, pari esattamente a euro 71.119,28, comprensivo di Iva e Cap. Questa è la cifra concordata tra le parti, al di là che poi contribuiscano alla sua corresponsione altre fonti o meno.
Non intendo risponderle, in questa sede, con un trattato di procedura civile che la gente nemmeno avrebbe voglia di leggere ma devo chiederle se, dietro ai suoi commenti così “politicamente aggressivi” nei miei confronti, c’è uno specifico nuovo incarico, attribuitole magari dall’amministrazione attuale. La causa civile dell’asilo nido di Lammari almeno per questo grado è finita, gli esiti della sentenza sono analizzabili da chiunque purchè si muova correttamente, senza nomi o offese gratuite, come io ho fatto, riprendendo con attenzione il testo e le decisioni della giudice. Nella comprensibile ed estrema difesa del suo operato, le è forse sfuggito che, sul piano della tutela dovuta agli interessi della popolazione capannorese, gli aspetti più pesanti, secondo me, della vicenda sono stati: a) le tante domande e coinvolgimenti presentati ma con carenza di prove a supporto e dunque inaccettabili, come spesso sostiene testualmente la giudice; b) l’accertamento di corresponsabilità, per il 18%, del Comune danneggiato che è pure rimasto inerte nei confronti di quei suoi dipendenti che lo hanno posto in una tale condizione. E ciò benchè non ci sia incomunicabilità assoluta tra giurisdizioni diverse. Tra l’altro, questa situazione è un’offesa verso il personale comunale che invece lavora bene oltre che verso tutti gli amministrati, di cui vengono malamente gestiti soldi, strutture e territorio. Inoltre lei, da legale quale è, non può parlarmi come fosse un esponente politico antagonista. Fino a prova contraria, non credo rientri nel suo mandato far anche propaganda all’attuale amministrazione, volendo pure insegnare al sottoscritto come si attua la buona politica.
Viste dunque le sue reazioni, resto convinto più di prima della veridicità sulla vicenda, per come ne ho trattato finora, oltre al principio che non devo giustificare con lei la mia libertà di espressione e di pensiero politico.
A fine di questa mia, mi permetto di ricordarle che, per un buon legale non sarebbe mai consigliabile esporsi ideologicamente a favore del cliente, specie fuori dall’aula, salutandola le auguro buon lavoro.


