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Altopascio, l’appello della maggioranza: “Cinque sì per il lavoro e la cittadinanza”

A pochi giorni dal voto referendario, assessori e consiglieri comunali: “Temi fondamentali, i cittadini devono sapere come la pensiamo”

Parte da Altopascio un appello pubblico a pochi giorni dal voto referendario. A farlo sono gli assessori Daniel Toci, Alessio Minicozzi, Valentina Bernardini e Adamo La Vigna, insieme ai consiglieri Ilaria Sorini, Giovanni Pippi, Rina Romani, Federica Biagetti, Martina Cagliari, Martina Mandroni, Graziano Salvucci e Nicola Calandriello, rispettivamente della lista Pd e delle due liste civiche che compongono la maggioranza.

“Tra pochi giorni – dichiarano congiuntamente – siamo chiamati ad esprimerci su una consultazione referendaria che ha visto coinvolti per settimane, non solo il mondo politico e sindacale, ma i tanti cittadini e lavoratori che hanno riempito le piazze, presenziato ai mercati per il volantinaggio, partecipato ad assemblee e riunioni. Di fronte a tale e tanta mobilitazione chi, come noi, ricopre un ruolo pubblico, ha la responsabilità di schierarsi e di farlo pubblicamente. I temi del lavoro e della cittadinanza hanno ricadute socio economiche talmente importanti che riteniamo doveroso che i nostri concittadini sappiano come la pensiamo”.

“La storia dell’ultimo ventennio ci ha dimostrato, che la tanto decantata flessibilità occupazionale, non solo non ha fatto crescere il Paese (come qualcuno teorizzava) ma ha reso la precarietà una condizione strutturale – continuano -. In questo contesto, i lavoratori hanno perso ogni potere di contrattazione, diventando quasi un ingranaggio facilmente ricattabile e privo di tutele. E in questa partita non ci ha guadagnato nessuno, nemmeno le aziende, perché se un paese non cresce, a farne le spese è anche chi in quel paese investe, crea e produce. Non è rendendo povero chi lavora, che si salveranno i consumi né tantomeno l’economia. Ugualmente importante, insieme ai quesiti sul lavoro, è il tema della cittadinanza. Dimezzare i tempi per ottenerla, non significa regalare qualcosa a qualcuno, ma riconoscere lo status di italiani a bambini nati e cresciuti qui, che ancora prima di imparare a leggere sanno cos’è un permesso di soggiorno, pur non conoscendo altri paesi ed altri luoghi se non l’Italia. Significa riconoscere un diritto a chi qui lavora e paga le tasse, a chi qui ha scelto di mettere radici. Ricordiamoci che i diritti non vanno per sottrazione. Riconoscerli a qualcuno, non toglie niente a qualcun altro“.

Concludono così gli assessori e consiglieri di Altopascio: “Solo le urne ci diranno se l’obiettivo, ovvero il quorum, sarà raggiunto o meno, ma è giusto crederci e utilizzare ogni singolo giorno che resta per parlare con amici, conoscenti e colleghi. Il clima intorno a questa consultazione non è dei migliori; è diventata una bagarre politica invece che una lotta di civiltà. Abbiamo dovuto ascoltare dichiarazioni di alte cariche dello Stato che hanno invitato a disertare le urne o a non ritirare le schede, svilendo il più importante strumento di democrazia diretta che abbiamo, ovvero il referendum. Noi vogliamo ribadire con forza i nostri 5 si, perché il lavoro è il fondamento della nostra repubblica e poterne garantire una maggiore solidità e sicurezza, è solo e soltanto una battaglia di buon senso. Le persone che in queste settimane hanno dedicato a questa causa il loro tempo libero, i loro sabati e le loro pause pranzo, per portare volantini e fare campagna elettorale, sono la parte più bella e laboriosa del nostro paese che merita attenzione, rispetto e soprattutto cura”.