L'intervento
|Impianto Salanetti, Zappia (Capannori Cambia): “I cittadini hanno il diritto di conoscere la verità sui dati”
Il consigliere di opposizione: “Servono garanzie solide e inconfutabili sulla sicurezzs di ogni nuovo impianto”
“Capannori è ancora una volta al centro di un acceso dibattito sulla gestione dei rifiuti, con l’annuncio da parte del sindaco dell’autorizzazione da parte della Regione Umbria per un impianto di riciclo dei prodotti assorbenti. Il “primo cittadino” ha affrettatamente rassicurato la comunità, dichiarando l’impianto “sicuro e senza rischi per la salute o l’ambiente”, come se l’approvazione altrui bastasse a fugare ogni dubbio”. La pensa così Bruno Zappia, consigliere di Capannori Cambia.
“La cittadinanza non sembra disposta a bere tutto – dice – “Perché, se l’Umbria decide di gettarsi a mare, dobbiamo farlo anche noi?”, è sentimento comune. Questa esclamazione, pur nella sua semplicità, racchiude la profonda sfiducia verso una logica che sembra voler imporre un modello esterno, senza un’adeguata valutazione delle specificità e delle reali necessità locali. Capannori, vanto della politica Rifiuti Zero e spesso citata come esempio virtuoso in Italia e all’estero per le sue alte percentuali di raccolta differenziata (che in alcuni periodi hanno superato l’80% e l’87%), si trova ora a dover accettare un’innovazione che, seppur presentata come un passo avanti, non convince tutti. Il nocciolo della questione, tuttavia, non si ferma alla mera adozione di un modello esterno. La critica più ferma e preoccupante, espressa apertamente da alcuni cittadini, riguarda la presunta opacità e non veridicità dei dati forniti dall’amministrazione sul riciclo dei rifiuti. “Sul riciclo dei rifiuti il sindaco di Capannori non dice la verità, sono dati falsi” – un’accusa pesante, che se confermata, minerebbe alle fondamenta la credibilità di chi dovrebbe guidare la comunità verso un futuro più sostenibile e trasparente”.
“È inaccettabile che in un territorio che ha fatto della gestione virtuosa dei rifiuti un proprio vessillo, si insinuino dubbi così profondi sulla correttezza delle informazioni – conclude Zappia – Se i dati sul riciclo non sono trasparenti e verificabili, come può la popolazione fidarsi delle rassicurazioni su un nuovo impianto, per quanto presentato come “sicuro”? È tempo che l’amministrazione di Capannori abbandoni la retorica e apra un confronto onesto e documentato. Non bastano dichiarazioni generiche sulla sicurezza o il richiamo a esperienze altrui. I cittadini di Capannori hanno il diritto di conoscere la verità sui dati relativi ai rifiuti prodotti e riciclati, e di avere garanzie solide e inconfutabili sulla sicurezza di ogni nuovo impianto. La sostenibilità non si costruisce sull’imposizione o sulla disinformazione, ma sulla trasparenza, sul dialogo e sulla partecipazione consapevole di tutta la comunità. Capannori vuole essere sempre all’avanguardia, ed è ora che dimostri di esserlo anche nella chiarezza e nel rispetto dei suoi cittadini”.


