L'intervento
|Impianto Salanetti, Picchi: “Da Comune e Retiambiente gli ultimi tentativi di condizionare la conferenza dei servizi”
Il portavoce dei comitati ambiente: “Relazione Pfas e autorizzazione in Umbra argomentazioni assurde e pretestuose”
“A pochi giorni dalla Conferenza dei Servizi che dovrebbe pronunciarsi sull’impianto dei pannoloni, Retiambiente e il sindaco Del Chiaro sparano le ultime cartucce nel tentativo di influenzarne il giudizio”. Lo sostiene Liano Picchi del coordinamento dei comitati della Piana.
“Peccato – dice Picchi – che lo facciano con argomentazioni assurde e pretestuose. Fortini invia fuori tempo massimo uno studio di parte per confutare un’intera comunità scientifica, compresa Arpat e Usl Lucchesi, che hanno posto serie riserve sui rischi Pfas. Del Chiaro porta ad esempio la Regione Umbria, che a suo dire ha approvato un impianto simile a quello previsto a Salanetti”.
“Premesso che questo non significa assolutamente niente in quanto anche Treviso aveva approvato la sperimentazione di un simile impianto, salvo poi smantellarlo in seguito. Se poi vogliamo guardarci in giro perché non valutiamo il secco rifiuto opposto dalla Provincia di Bolzano che l’ha giudicato inadatto e antieconomico, eppure quanto ad attenzione all’ambiente ed ai bilanci, non ha certo da invidiare nessuno. Rimanendo all’impianto dell’Umbria, si tratta comunque di tutta un’altra realtà, in quanto è situato in un polo impiantistico già autorizzato con Autorizzazione integrata ambientale per diverse tipologie di rifiuti, compreso anche gli ospedalieri e ha un impianto di depurazione; ha quindi tutti i requisiti ambientali, idrogeologici e di distanze dai centri abitati”.
“Quello invece che l’amministrazione Del Chiaro vuol realizzare tratta il doppio delle tonnellate (10mila contro le 5mila di Perugia), è ubicato in una zona con un vincolo idrologico (P3), per aver subito tre inondazioni dal 2mila ad oggi, a pochi metri da un centro abitato, e dove Comune e Regione hanno negli ultimi anni già impedito tre impianti: di compostaggio, di carbonizzazione e di essiccazione dei fanghi, a dimostrazione che si tratta du un’area già ritenuta non idonea per queste tipologie. E per concludere l’aria di Perugia non ha mai avuto le estreme criticità per i continui sforamenti delle polveri sottili di cui soffre la nostra Piana, tanto da far guadagnare le sanzioni della Comunità Europea alla Regione e la maglia nera della Toscana a noi”.
“Caro Sindaco – è la conclusione – ci permetta un consiglio: se in seguito caso mai dovesse dedicarsi alla sua professione, cerchi di non usare mai questi esempi così fuorvianti, di fronte ad una giuria onesta, finirebbe per perdere ogni causa”.


