L'intervento
|Impianti Salanetti, Picchi: “Presto per esultare, ma Retiambiente per ora è ko”
Il portavoce dei comitati ambientali della Piana: “Dieci giorni per rispondere a dubbi che si portano avanti da un anno”
“Era ora, dopo una serie inspiegabile di aggiornamenti e rinvii “troppo generosamente concessi” dalla Conferenza regionale dei servizi a Retiambiente, finalmente arriva un avviso di diniego. Significa che se entro 10 giorni Retiambiente non fornirà tutta una serie di risposte ai dubbi emersi sull’impianto, l’impianto dei pannoloni sporchi non si farà”. Così il coordinatore dei comitati ambiente della Piana di Lucca, Liano Picchi.
“Se vogliamo usare una metafora pugilistica, Retiambiente è al tappeto e ha 10 giorni di tempo per rialzarsi. In questi 10 giorni però dovranno riuscire a dare risposte serie ed esaustive, cosa di cui dubitiamo fortemente visto che non sono riusciti a darle in oltre un anno di tentativi – dice Picchi – Risposte ai gravissimi dubbi sanitari e non solo, sollevati da Arpato, Asl, dai Comitati ambientali della Piana, che, ancora una volta hanno prodotto e inviato sette pagine di osservazioni alla conferenza”.
“Un altro pessimo segnale – dice Picchi – dato dalla conferenza regionale è stata l’esclusione dalla partecipazione anche al solo ascolto. Questo clima di assoluta segretezza con cui la pratica è stata fin qui condotta ha alimentato i dubbi e aumentato il distacco con le Istituzioni. Il sindaco Del Chiaro che qualche anno prima alla testa di Legambiente diceva che l’area di Salanetti era già satura e andava casomai alleggerita, con un voltafaccia increscioso, ha iniziato il suo mandato imponendo quest’impianto sulla testa della popolazione. Di fronte ai tanti dubbi sollevati dalla comunità scientifica, ci chiediamo da cosa ricavi le sue certezze. Sarebbe inoltre il caso che qualcuno gli ricordasse che è la prima autorità sanitaria e che il suo comportamento dovrebbe essere ispirato al principio della cautela”.
“La Regione, già in crisi di credibilità per la questione del Keu, sottraendo un impianto sperimentale come questo dalla Valutazione ambientale ha fatto il resto – conclude – Ora tutti quanti devono fare un serio ripensamento e cercare di ricucire un tessuto fortemente lacerato, prima che si strappi del tutto. Il 14 luglio, data storica, a questo punto non solo per i francesi, sapremo se tutti gli attori di questa sconclusionato pasticcio, saranno in grado di riacquistare un minimo di credibilità mettendo la parola fine ad una triste vicenda durata fin troppo”.


