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A Segromigno in Monte l’evento per celebrare l’importante compleanno attraverso i racconti e le testimonianze dei protagonisti

In occasione dei 15 anni di attività del Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori questa mattina (2 luglio) nella sua sede al parco scientifico di Segromigno in Monte si è svolto un evento per celebrare l’importante compleanno attraverso i racconti e le testimonianze dei protagonisti del centro, in primis, il suo coordinatore Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italy, che ha aperto l’incontro, ma anche con gli interventi di rappresentanti istituzionali e di imprese basate sull’economia circolare.

Sono intervenuti, alcuni in presenza, altri da remoto, il sindaco di Capannori, Giordano Del Chiaro, l’assessora all’ambiente del Comune di Capannori, Claudia Berti, il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro, Luca Landini di Lmpe, Luca Panzeri di Qwarzo, entrambe aziende impegnate nello sviluppo di nuovi materiali circolari, Antonio Di Giovanni di Funghi Espresso azienda che produce funghi dai fondi del caffè. Presente anche il consigliere del Comune di Capannori Michele del Debbio.

Il lavoro svolto dal Centro di Ricerca Rifiuti Zero con Rossano Ercolini e il suo team in questi 15 anni è stato molto rilevante e incisivo soprattutto per quanto riguarda l’attività svolta per diminuire la parte indifferenziata dei rifiuti – afferma il sindaco, Giordano Del Chiaro – svolgendo anche una importante azione di sensibilizzazione nei confronti delle aziende per rendere sostenibili i vari prodotti. In questo modo il Centro ha dato un contributo rilevante alla nostra comunità nell’avvicinarsi sempre più al traguardo Rifiuti Zero“.

“Portiamo avanti questo obiettivo grazie alle 19mila famiglie capannoresi che fanno un’attenta raccolta differenziata e che ci ha permesso di arrivare al 90 per cento di raccolta differenziata. Serve cuore, coraggio ma anche scienza, con richiamo all’attenzione e all’approfondimento. Rifiuti zero non finisce mai – sottolinea il primo cittadino capannorese – è un obiettivo in divenire. I grandi obiettivi sono raggiunti e cerchiamo di andare oltre. Si può fare sempre un passo avanti. È un progetto per il futuro. Ringrazio Rossano Ercolini per la sua lungimiranza e passione, per la sua instancabile attività con la quale ha contribuito in modo determinante alla nascita del Modello Capannori in ambito ambientale“.

A raccontare il lavoro portato avanti dal Centro, oltre ad Ercolini, sono stati poi alcuni componenti dello staff: Alexandra Onorato, Laura Lo Presti, Patrizia Lo Sciuto.

Il Centro di Ricerca Rifiuti Zero, come ha spiegato Rossano Ercolini, è nato nel luglio 2010 con un obiettivo chiaro: analizzare il contenuto del sacco grigio (rifiuto indifferenziato). Da quel momento si è avviata una vera e propria rivoluzione dal basso, che ha messo al centro il concetto di Responsabilità Estesa del Produttore (Epr). Secondo l’approccio Rifiuti Zero, tutto ciò che non è riciclabile o compostabile rappresenta un errore di progettazione.

Da qui lo sviluppo da parte del Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Casi Studio finalizzati alla riprogettazione sostenibile: le capsule del caffè monoporzionato, primo grande caso studio dedicato ad una nota marca di caffè che ha trovato una soluzione che sarà disponibile a partire dal prossimo settembre proprio grazie alle sollecitazioni del centro; le figurine dei “cucciolotti” con adesivi in silicone non riciclabile; le confezioni di merendine e patatine in plastica eterogenea; gli imballaggi della pasta e le penne di una nota marca francese, con cui sono stati avviati incontri online. Un’attività che ha coinvolto soprattutto le scuole e i più piccoli, sensibilizzandoli attraverso il gioco e la sperimentazione.

“Il caso studio sulle capsule del caffè ci ha permesso di entrare in contatto con questo mondo più grande di noi, in cui siamo riusciti a condividere esperienze e percorsi che hanno portato frequentemente a soluzioni. A livello locale – spiega Ercolini – il Centro ricerca Rifiuti Zero credo sia stato molto utile per portare a raggiungere quel primato. A Capannori i cittadini, oltre alla raccolta differenziata producono solo 51 chilogrammi pro capite ogni anno anno di rifiuti: si tratta di una percentuale tra le più basse d’Italia, solo Trieste è davanti a Capannori con 49 chilogrammi pro capite. Questo risultato credo che sia anche il frutto del nostro lavoro”.

“Abbiamo voluto lanciare un’azione simbolica per stimolare la riprogettazione collaborativa degli imballaggi non riciclabili – prosegue il presidente di Zero Waste Italy – troppo spesso oggetto di abbandoni impropri nell’ambiente come nel caso del brick di questo famoso té freddo. La nota marca di té freddo ha comunque annunciato di impegnarsi a rendere il 100 per cento degli imballaggi riciclabili, riutilizzabili, o compostabili entro il 2025 firmando il New Plastics Economy Global Commitment promosso dalla Ellen MacArthur Foundation. Ciò significa che il nostro intervento di sensibilizzazione nei confronti delle aziende ha una sua importanza. Non ci sono solo loro che utilizzano questo tipo di imballaggio e chiediamo a chi li utilizza di cambiare”.

“Per il futuro abbiamo altre sfide per la testa. Vogliamo coinvolgere la comunità e promuovere la ‘Banca delle Ore del Comune di Capannori’ con l’obiettivo di capire quanto tempo ha il cittadino da dedicare a per attività di protezione ambientale. L’obiettivo è accelerare il cambiamento e mettere come priorità la questione ambientale, che è la madre di tutte le questioni. Questo caldo non è casuale, ci segnala che noi abbiamo sottovalutato il problema della relazione dell’ambiente, che è la nostra casa e dobbiamo trattarlo bene. Il nostro sforzo – conclude Ercolini – è quello di connettere la consapevolezza è che noi siamo piccoli ma che insieme possiamo contribuire a risolvere grandi problemi. Siamo gocce di oceano: se ogni goccia sta separata evapora, ma se le gocce si mettono tutte insieme possono fare il cambiamento. Abbiamo portato a Capannori questa rivoluzione, grazie ad una amministrazione illuminata e alla mentalità aperta dei cittadini”.

centro ricerca rifiuti zero

Il centro in questi anni ha inoltre instaurato importanti collaborazioni con imprese improntate all’economia circolare, affiancando, ad esempio start up come Funghi Espresso azienda che produce funghi freschi utilizzando i fondi del caffe provenienti dai bar e coinvolgendo attivamente imprese pioniere come Qwarzo e Lmpe, impegnate nello sviluppo di nuovi materiali circolari. Tra le collaborazioni da evidenziare quella con Lmpe relativa al riciclo dei componenti dei mozziconi di sigaretta, in collaborazione con università e istituti di ricerca.

Il Centro ha anche lanciato la campagna contro la “doppia sporca dozzina” dei prodotti non riciclabili: una black list di prodotti che non risultano digeribili dal sistema di di-gestione degli scarti, tra cui emergono pannolini e pannoloni usa e getta, prodotti in tessuto non tessuto, penne a sfera, rasoi usa e getta, nonché le ‘cicche’ di sigarette, i tubetti di dentifricio e gli spazzolini da denti. Parallelamente ha prodotto la vetrina dei prodotti Rifiuti Zero con oltre 110 prodotti virtuosi e la creazione del Newseum, archivio dinamico di pratiche e materiali.

Al termine dell’evento si è tenuta una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Rossano Ercolini, il sindaco Giordano Del Chiaro e i designer Francesca Viacava e Christian Bernardini, durante la quale è stata lanciata una sorpresa riguardante la più nota marca di tè freddo in brick. Gli autori sono andati nello specifico spiegando il processo di realizzazione dell’opera: hanno realizzato un bicchierone in 3D che richiama il brick del più famoso tè freddo realizzato con plastica riciclata dall’azienda Revet ricavata da tetrapack che contiene tanti piccoli brick di té.

Un’iniziativa realizzata all’interno della campagnaC’è una raccomandata per te, rivolta alle aziende che producono prodotti non riciclabili.

centro ricerca rifiuti zero