La serata
|Anche un ricordo della 17enne Valentina Tolomei nella prima serata di ‘Riflessiva’
La professoressa Lucangeli ha incarnato la commozione della comunità ancora profondamente ferita per la scomparsa
Venerdì (11 lugluo) si è svolta la prima delle tre serate della rassegna culturale Riflessiva, promossa dal Comune di Capannori che ha visto la partecipazione di oltre 800 persone. La serata inserita nel cartellone di Nuove Consapevolezze è stata organizzata dal Comune di Capannori in coprogettazione con la cooperativa La Gardenia e l’associazione Naturalmentebimbi.
La piazza si è mostrata profondamente interessata segnando un inizio straordinario per questo evento che mira a stimolare la riflessione e la consapevolezza collettiva.
La serata che vedeva come ospite principale la professoressa Daniela Lucangeli è stata accompagnata anche dalle note di Giuditta Scorcelletti, la quale ha contribuito a creare un’atmosfera emotivamente molto coinvolgente.
La lectio magistralis è stata preceduta da un momento davvero toccante e commovente, la professoressa infatti ha incarnato la commozione della comunità ancora profondamente ferita per la scomparsa di Valentina, giovane studentessa uccisa in un incidente stradale poco più di un mese fa. Una platea, quella di ieri sera, che ha accolto il ricordo emozionato dei compagni di classe con un rigoroso, quanto “sacro”, silenzio ascoltando la poesia di Valentina, parole profonde quanto spontanee di un giovane ragazza.
Valentina brilla per sempre così è scritto sulle maglie dei suoi compagni, una promessa a cui tutta la comunità si è voluta unire, un’emozione collettiva, che grazie alla guida delle parole di Daniela Lucangeli hanno creato un talismano per allontanare, almeno per una sera, il pungiglione della morte.
La serata ha continuato con un ritmo emotivo profondissimo e la lectio ha condotto il pubblico in un viaggio introspettivo in cui ciascuno, ha ascoltato, le proprie emozioni, ma ha anche accolto l’altro ed il proprio sguardo sull’altro, nel tentativo di ricordare a sé stessi che è nella condivisone vera, quella fatta di sguardi e di tocchi, che sta l’essenza dell’umano.
La scienza, come ha detto la professoressa, così la chiamano le allieve ed insegnanti del Modello B612, un modello di scuola rivoluzionario, che proprio a Capannori ha trovato un terreno molto fertile, lo dice chiaramente: è nella relazione vera fatta di sguardi, tocchi, ascolto attivo e connessione che si crea benessere. Coerente a ciò la professoressa ha voluto tutte e tutti accanto a sé sul palco per il saluto finale, i collaboratori di sempre, assieme alla comunità educante di Capannori, zia Caterina Bellandi che del dolore e dell’accoglienza ha fatto la sua missione, perché solo nella connessione profonda di intenti che si potranno creare nuove traiettorie per l’educazione, e per il benessere di tutta la collettività.


