L'intervento
|Zappia (Capannori Cambia): “Sistematica violazione del regolamento su interrogazioni e interpellanze”
Il consigliere di opposizione: “Il presidente Menesini deve garantire il rispetto dei tempi di risposta: atti fermi ormai da mesi”
“Il regolamento del consiglio comunale è cristallino: l’articolo 12, comma 5, stabilisce che interrogazioni e interpellanze devono ricevere risposta entro 30 giorni dal sindaco o dall’assessore competente. Un termine perentorio, essenziale per la trasparenza e la rapidità dell’azione amministrativa”. A ricordarlo è il consigliere di Capannori Cambia, Bruno Zappia.
“Sotto la presidenza di Luca Menesini, non solo questa norma viene ignorata, ma il modo in cui gestisce il Consiglio rasenta l’arroganza – dice – Di fronte alle legittime richieste di chi attende risposte, il presidente si lava le mani, trincerandosi dietro la decisione della commissione dei capigruppo. Ma questa è una giustificazione inaccettabile. Il presidente del Consiglio non è un semplice moderatore, bensì il garante del regolamento. È sua precisa responsabilità assicurare che le norme siano rispettate, non delegare questa funzione a un organo che non può, per sua natura, scavalcare le direttive chiare del regolamento consiliare. Questo atteggiamento denota non solo una negligenza nel far rispettare le regole, ma una chiara arroganza nel sottrarsi alle proprie responsabilità”.
“Le interrogazioni, strumento fondamentale per il controllo dell’opposizione, sono ferme da quasi tre mesi – dice Zappia – Un’inerzia ingiustificabile che mina la dialettica democratica e il diritto dei cittadini a risposte tempestive. Il ruolo del presidente dovrebbe essere super partes, un arbitro imparziale, non un mero esecutore delle decisioni della commissione capigruppo, soprattutto quando queste contraddicono il regolamento. L’impressione è quella di un presidente che usa il regolamento a suo piacimento, stringendo le maglie quando si tratta di contenere l’opposizione – e monitorando rigidamente i minuti di intervento – e allentandole quando si tratta di difendere l’operato della sua maggioranza. Con una maggioranza “bulgara” e un’opposizione che, a detta di molti, risulta “fantasma”, il presidente Menesini mostra una rigidità e un’inflessibilità che stride con il suo ruolo, che dovrebbe essere invece di tutela delle minoranze”.
“Se le interrogazioni saranno discusse solo a settembre, a 4-5 mesi dalla loro presentazione, si configurerà una palese violazione del regolamento – conclude – Una situazione insostenibile che mi spinge a considerare un ricorso al prefetto come unica via per ripristinare il rispetto delle regole e la dignità del consiglio comunale”.


