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Oneri di costruzione più leggeri per negozi di vicinato e imprese agricole

Approvata in consiglio la nuova tabella: contributi dal 30% scendono fino al 5% per sostenere commercio, turismo e servizi pubblici

Sostenere il commercio di vicinato, il comparto agricolo, le strutture che svolgono una funzione pubblica e il turistico ricettivo sostenibile e accessibile. È questo il filo conduttore che guida la nuova tabella del regolamento oneri e contributi sul costo di costruzione, presentata dal vicesindaco con delega alla pianificazione del territorio Daniel Toci e approvata ieri sera in consiglio comunale – 29 luglio – dalla maggioranza altopascese.

L’adeguamento della tabella nasce dall’esigenza di allineare i contributi sul costo di costruzione (nuova costruzione, ampliamenti, cambio destinazioni d’uso) con quanto previsto dalla legge regionale del 2014, che fissa un minimo e un massimo nella forbice compresa tra il 5 e il 20%: ad Altopascio, invece, fino a oggi le percentuali arrivavano, per alcune categorie, anche al 30%, mentre la fascia minima non scendeva sotto il 15%. 

“Oggi non è più così – spiega l’assessore Toci – e la rimodulazione segue una visione ben precisa: agevolare quei settori e quei comparti che soffrono maggiormente, intervenendo come possibile anche con questi strumenti per supportare il commercio di vicinato, i pubblici esercizi, l’agricolo non residenziale, il turistico all’aria aperta, i servizi di natura pubblica o privata. Ecco dunque che tutte le destinazioni hanno avuto, nel raffronto con la tabella precedente, una riduzione e operando questa novità, abbiamo deciso di distinguere le diverse tipologie prevedendo per ognuna costi di costruzione diversi: commerciale di vicinato e non di vicinato; commerciale all’ingrosso e depositi; turistico ricettivo diviso in alberghi, strutture ricettive all’aperto, strutture ricettive extra alberghiere per ospitalità collettiva; direzionale; di servizio pubblico e privato; agricolo per uso abitativo e non abitativo. Con questa rivisitazione operiamo un primo intervento a sostegno del commercio di vicinato e dei pubblici esercizi con l’obiettivo di presentare a settembre un pacchetto più completo di azioni, così come in via di definizione da parte dell’amministrazione comunale”.

Da qui, la volontà di favorire l’imprenditore agricolo che realizza, amplia o cambia destinazione d’uso per tutte quelle strutture funzionali all’esercizio dell’attività stessa (stalle, cantine, ricovero attrezzi): dal 15% previsto nella vecchia tabella, si chiede ora il 5% come contributo sul costo di costruzione. Per il negozio di vicinato la riduzione è ancora maggiore, passando dal 20 al 5%, mentre è stata portata dal 30 al 5% la destinazione di servizio se pubblica, al 10% se privata. Il direzionale è passato dal 30 al 20%, mentre il commerciale all’ingrosso dal 23 al 20%. Anche sul turistico ricettivo sono state introdotte delle novità, mentre prima ricadeva tutto nella quota del 25 per cento: 20% di oneri per gli alberghi; 10% per i campeggi e aree camper, 5% per ostelli o altre attività che non rientrano nelle categorie precedenti.