L'intervento
|Picchi: “Grave l’incendio a Salanetti, la comunicazione ai residenti non ha funzionato”
Il portavoce dei comitati ambiente fa un parallelo con il nuovo impianto di riciclo pannoloni: “La distanza sarebbe stata l’unica garanzia”
“L’incendio della ReLife a Salanetti ha messo in evidenza una situazione di estrema gravità”. A dirlo è Liano Picchi, per il coordinamento dei comitati ambiente della Piana.
“Per primo – spiega – la totale inadeguatezza dei sistemi di allerta della popolazione circostante. L’incendio è scoppiato intorno alle 14, e se corrisponde a verità quanto riferito, il sindaco di Capannori solo alle 19 si è deciso a inviare un comunicato su Facebook invitando la cittadinanza a tenere porte e finestre chiuse. Eppure non occorrono molti studi per sapere che l’incendio di rifiuti sprigiona fumi nocivi da respirare. Perché si é atteso oltre 5 ore dall’incendio per avvertire la popolazione? E chi non ha i social? Sarebbe bastato che un’auto del Comune con un megafono passasse ad avvertire, ma così non è stato”.
“Alcuni abitanti nei dintorni – spiega Picchi – hanno avuto la casa invasa dai fumi e nella nottata hanno accusato malesseri, tant’é che il medico curante la mattina seguente li ha invitati a recarsi al pronto soccorso. Se è vero quanto risulta dalle prime dichiarazioni rilasciate dall’azienda, l’incendio sarebbe stato causato da gas emessi dai rifiuti in fermentazione. È stato valutato cosa potrà accadere allora nei sempre più torridi periodi estivi, quando i gas sprigionati da migliaia di tonnellate di pannoloni putrescenti si concentreranno all’interno del capannone vicinissimo alle case?”.
“La messa in sicurezza ha comportato molte ore di lavoro dei vigili del fuoco in quanto si è dovuto attendere che il capannone si liberasse dal fumo e che la temperatura al suo interno si abbassasse – spiega Picchi – Dunque un incendio molto più importante di quanto si sia cercato di rappresentare se il Comune ha bloccato l’attività ed ha richiesto una valutazione strutturale dell’immobile. La raccomandazione poi di non consumare frutta e verdura entro i 500 metri, poi rientrata, ha evidenziato quanto da tempo sosteniamo, ovvero che la distanza è l’unica garanzia imprescindibile. Peccato che il Sindaco Del Chiaro abbia plaudito quando la Regione l’ha eliminata favorendo così la costruzione dell’impianto a meno di cento metri dalle abitazioni”·


