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Altopascio, chiesto un consiglio comunale straordinario su viabilità a Badia Pozzeveri

L’idea è partita da Valerio Biagini (Fdi) e Simone Marconi (Lega): “Peggio di così era proprio impossibile fare”

Su iniziativa di Valerio Biagini di Fratelli d’Italia e Simone Marconi della Lega, cui hanno aderito tutti i consiglieri comunali di opposizione, ovvero Maurizio Marchetti, Francesco Fagni, Fabio Orlandi e Luca Orsi,  è stato ufficialmente chiesto un consiglio comunale straordinario aperto, da tenersi in tempi brevissimi, per discutere di questo provvedimento che sta paralizzando la frazione di Badia Pozzeveri e suscitando rabbia e indignazione negli abitanti.

Nella richiesta si sottolinea appunto “la necessità della partecipazione attiva dei cittadini di Badia Pozzeveri alla discussione, visto che non possono certo bastare le visite a poche famiglie fatte dalla giunta municipale nei giorni precedenti la partenza di questo disastro”.

“Il provvedimento “entrato in vigore il 30 settembre – dicono dall’opposizione – senza che ci fosse una adeguata comunicazione e ci fosse stato un serio e approfondito confronto con le forze politiche di opposizione e, soprattutto, con la cittadinanza”, prevede l’istituzione di sensi unici in via della Fossetta e in via dei Centoni.

Nella richiesta, che per legge deve essere applicata entro 20 giorni dalla sua presentazione, c’è anche l’aspetto relativo al terzo lotto della circonvallazione, “visto che – prosegue il centrodesta – ci sono molti aspetti controversi sulla sua effettiva realizzazione”.

Insieme alla richiesta di consiglio comunale c’è anche una mozione, sempre sottoscritta da tutti i consiglieri comunali di opposizione, che invita la maggioranza e la giunta a rivedere il provvedimento, “visti i disastrosi esiti delle prime ore di applicazione”.

“I cittadini sono furibondi, la circolazione è bloccata, l’informazione assente – dicono i consiglieri di opposizione di Altopascio – Anche mettendoci d’impegno, peggio non era possibile fare. Noi chiediamo di portare in consiglio comunale la questione, prendere atto del fallimento istituzionale, tecnico e comunicativo dell’operazione e cercare tutti insieme di trovare una soluzione vera a un problema che effettivamente esiste, ma che, in questo modo, ha aggravato i suoi effetti”