la critica
|Zappia (Capannori Cambia): “Controlli inattesi di Asl e genitori per verificare qualità e igiene delle mense”
Il consigliere di opposizione attacca dopo l’open day al centro cottura di Qualità e Servizi: “L’anno scorso 246 casi di salmonella, oggi ancora segnalazioni preoccupanti”
Lo scorso sabato (25 ottobre) l’azienda Qualità e Servizi che gestisce le mense scolastiche per il Comune di Capannori e sei Comuni dell’area fiorentina, ha promosso una mattinata di incontri con le famiglie al centro cottura, con visite guidate, degustazioni e attività per i bambini.
L’iniziativa, come riportato dagli organizzatori, mirava a “conoscere da vicino e toccare con mano l’impegno quotidiano del personale nel seguire una filosofia di cibo buono, pulito e giusto ispirata a Slow Food”.
Così il consigliere di minoranza Bruno Zappia (Capannori Cambia): “Ma è sufficiente una giornata organizzata per fugare i dubbi che da tempo gravano sulla gestione delle mense? La pulizia e la qualità dei prodotti sono le stesse quando le telecamere sono spente? Un evento concordato e preparato offre sicuramente l’immagine migliore dell’azienda. Ma per garantire un servizio impeccabile e, soprattutto, sicuro, ciò che serve è l’assoluta certezza che gli standard siano mantenuti tutti i giorni, non solo per la visita. È qui che le preoccupazioni dei cittadini si scontrano con la narrazione aziendale”.
Prosegue Zappia: “L’esigenza di verifiche più severe non nasce dal nulla. Purtroppo, la cronaca recente (e meno recente) ha sollevato allarmi significativi che richiedono risposte concrete: l’anno scorso un episodio di salmonella ha coinvolto un numero elevato di bambini (246) nell’area servita, questo rappresenta un campanello d’allarme gravissimo che esige un piano di prevenzione e controllo stringente e trasparente. Le segnalazioni (anche recenti, come quelle che denunciano il ritrovamento di vermi o corpi estranei nel cibo) indicano una potenziale falla nelle procedure di controllo qualità e igiene“.
“Tali episodi – continua il consigliere – minano la fiducia nel sistema di preparazione e distribuzione degli alimenti per i più piccoli. I cittadini hanno il diritto di sapere se la qualità del cibo fornito è effettivamente quella per cui pagano, e se l’igiene è al livello massimo che un servizio per la salute dei bambini richiede. Da quello che accade non mi sembra. L’unica strada per la vera rassicurazione è affiancare agli eventi di trasparenza organizzata un sistema di controlli ispettivi a sorpresa. Non sono le visite guidate a garantire la salute, ma i sopralluoghi improvvisi da parte delle autorità sanitarie (Asl) e, perché no, di una commissione di genitori eletti, i quali possano verificare le condizioni igieniche in un giorno feriale qualsiasi, assistere alla preparazione del cibo senza preavviso e campionare gli alimenti per analisi“.
Zappia conclude: “Qualità e Servizi, insieme ai Comuni che hanno affidato il servizio, devono dimostrare che l’impegno quotidiano è genuino e inequivocabile. La salute dei nostri figli non può dipendere da una mattinata di incontri, ma da un sistema di vigilanza costante, rigoroso e inatteso. È tempo di passare dalla promozione all’azione decisa”.


