L'ordinanza
|Piana di Lucca, stop all’uso dei caminetti aperti. Temperature nelle case a massimo 18 gradi
C’è l’obbligo di chiusura delle porte di accesso al pubblico da parte di esercizi commerciali e di edifici con accesso al pubblico
Da domani (1 novembre) fino al 31 marzo 2026 nelle aree dei territori comunali della Piana di Lucca che si trovano al di sotto dei 200 metri sul livello del mare non si potrà bruciare all’aperto biomassa vegetale derivante da attività agricole e forestali, da pulizia di parchi, giardini ed aree agricole, boscate o verdi, da attività di cantiere, artigianali, commerciali o di servizi o produttive in genere.
Inoltre non si potranno utilizzare generatori di calore alimentati a biomassa solida, con classe di prestazione emissiva inferiore a ‘3 stelle’, compresi i focolari aperti, laddove non rappresentino l’unico sistema di riscaldamento e per la cottura dei cibi. Tale divieto non si applica alle porzioni di territorio poste a quota maggiore di 200 metri sul livello del mare.
È inoltre fatto divieto di superare il limite di 18 gradi (con tolleranza di 2 gradi) per le temperature medie nelle abitazioni, negli spazi ed esercizi commerciali, nei pubblici esercizi e negli edifici pubblici, fatta eccezione per le strutture sanitarie ed è stabilito l’obbligo di chiusura delle porte di accesso al pubblico da parte di esercizi commerciali e di edifici con accesso al pubblico.
Queste misure sono previste da un’ordinanza sindacale, in linea con il Pac (piano di azione comune) e il Piano regionale per la qualità dell’aria (Prqa), a tutela della salute dei cittadini, per la riduzione delle emissioni inquinanti e per il contrasto e lotta all’inquinamento atmosferico.


