L'intervento
|Polemica sul menu etnico a mensa, Cerasomma (Sinistra Italiana): “Il cibo può educare alle differenze”
Il consigliere di maggioranza: “Parlare di ponti tra culture non è un pericolo anzi è parte del lavoro educativo quotidiano”
“La polemica sul menu inserito nelle mense scolastiche all’interno del progetto Sapori per la pace nasce da un capovolgimento curioso, si invoca la cucina italiana come patrimonio Unesco e, nella stessa riga, si chiede di non etnicizzare il cibo. Ma il cibo ha origini, storie e geografie, riconoscerle non deve dividerci, anzi può educare al rispetto delle differenze”. Lo dice Francesco Cerasomma, consigliere comunale di Sinistra Italiana a Capannori.
“Il consigliere di Forza Italia Matteo Scannerini – dice – ha presentato un’interrogazione sostenendo che la mensa debba restare “neutrale” e “al riparo da suggestioni ideologiche”, contestando la dicitura “menù palestinese” legata a un progetto sulla pace. Ecco il punto, la pace non è un’ideologia. È uno dei valori più alti, civili e umani. Se la parola “pace” viene trattata come sospetta, allora c’è qualcosa che deve preoccuparci. Non un piatto in mensa, ma l’idea che dialogo e comprensione siano pericolosi”.
“Il progetto Sapori per la pace – dice Cerasomma – prevede tre menù dedicati a territori segnati da conflitti e si propone come momento di riflessione su pace, inclusione e collaborazione tra i popoli. È esattamente ciò che una scuola fa quando è scuola, cioè costruisce strumenti per capire il mondo, riduce paura e stereotipi, allena al rispetto. Parlare di ponti tra culture non è un pericolo anzi è parte del lavoro educativo quotidiano, e può passare anche da gesti semplici come un pranzo condiviso. Il momento della mensa non deve essere distaccato dal percorso educativo ma deve includere qualità, salute, sostenibilità e anche educazione. Se ci sono aspetti da migliorare, discutiamone seriamente. Ma smettiamola di trasformare un progetto di pace in un processo alle intenzioni perché, a forza di vedere ideologia ovunque, si finisce per portare davvero la politica nel piatto”.


