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Attacco Usa al Venezuela, Bernardi (Hacking Labs) chiede le dimissioni del consigliere Scannerini

La motivazione: “Il consiglio comunale deve rimanere un luogo di rappresentanza democratica, non uno spazio di legittimazione della violenza”

“Il sottoscritto Mirko Bernardi, cittadino residente nel Comune di Capannori e presidente dell’Associazione di Promozione Sociale Hacking Labs, che rappresenta 5326 associati, comunica di aver trasmesso in data odierna una formale pec al presidente del consiglio comunale di Capannori, Luca Menesini, avente ad oggetto la richiesta di dimissioni e l’attivazione delle procedure previste dall’ordinamento nei confronti del consigliere comunale Matteo Scannerini“. Lo afferma Mirko Bernardi in una nota.

“L’iniziativa – spiega Bernardi – nasce a seguito di dichiarazioni pubbliche diffuse sui social network dal consigliere, ritenute incompatibili con i principi costituzionali, con il diritto internazionale e con i doveri di fedeltà istituzionale cui è tenuto ogni amministratore locale”.

“Nel testo trasmesso – aggiunge Bernardi – si richiama in particolare l’Articolo 11 della Costituzione Italiana, che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, nonché i principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite e lo Statuto della Corte penale internazionale, unico organo competente in materia di crimini internazionali.

“La segnalazione fa inoltre riferimento – continua Bernardi – allo statuto e al regolamento del Comune di Capannori, con specifico richiamo: all’articolo 54, relativo agli obblighi di fedeltà, trasparenza e incompatibilità con pratiche riconducibili a metodi di carattere militare o paramilitare; agli articoli 3 e 5, che vincolano l’azione dell’Ente e dei suoi rappresentanti ai principi di pace, non violenza, libertà, giustizia e democrazia, nonché al ripudio della guerra”.

“Nel documento inviato al Presidente del consiglio comunale si chiede: di valutare la compatibilità istituzionale della condotta contestata; di attivare, ove ne ricorrano i presupposti, le procedure previste dal D.Lgs. 267/2000 (Tuel) per la verifica dei requisiti di onorabilità, decoro e corretto esercizio del mandato; di garantire la massima trasparenza e pubblicità dell’eventuale trattazione consiliare”. Conclude nella lettera Mirko Bernardi.

“Questa iniziativa – dichiara inoltre Bernardi – non ha finalità politiche di parte, ma risponde all’esigenza di tutelare il prestigio delle istituzioni locali e riaffermare il rispetto inderogabile della legalità costituzionale e internazionale. Il consiglio comunale deve rimanere un luogo di rappresentanza democratica, non uno spazio di legittimazione della violenza o dell’illegalità”.