La bara è troppo lunga rispetto al loculo, salta la tumulazione al cimitero
Episodio spiacevole durante l’inumazione del commerciante Giuliano Fanucchi, il cui funerale si è tenuto il 27 dicembre
Polemica per la tumulazione del commerciante Giuliano Fanucchi, deceduto lo scorso 24 dicembre. A raccontare quanto successo è il fratello Luciano.
“Stamani (10 gennaio, ndr) – dice – finalmente si doveva procedere alla tumulazione della salma di Giuliano, le cui esequie si sono tenute il giorno 27 dicembre. In questo lungo periodo la bara, contenente la salma, è rimasta nella cappellina del cimitero; non vi erano tombe in cui poter inumare il caro fratello. In questo non breve lasso di tempo si è provveduto alla costruzione di due loculi. Stamani alle 9 doveva avvenire la sepoltura definitiva tutto era pronto, il parroco per l’ultima benedizione e i familiari, con il loro rinnovato dolore, presenti per l’ultimo addio”.
“Gli addetti alla sepoltura trasportano la bara e predispongono tutte le operazioni necessarie per completare l’ultimo atto. Ecco al momento della posa nella tomba della bara si verifica l’episodio indecoroso e veramente riprovevole – spiega Luciano Fanucchi – La bara è più lunga dello spazio che il prefabbricato in cemento doveva avere. Ergo, dopo varie manovre, non certo qualificanti per un servizio che dovrebbe tener conto anche del momento particolarmente doloroso per i familiari, ci si rende conto che le lunghezze non sono conciliabili. Viene deciso di riportare la bara in cappellina in attesa che la tomba venga resa idonea ad accogliere la bara di mio fratello. Oltre al dolore la beffa di una simulata inumazione”.
“Ma cosa dobbiamo pensare di un disservizio, tra l’altro non proprio economico, che ulteriormente aumenta la diffidenza e la giustificata indignazione nei confronti di quegli organi deputati al doveroso rispetto di fronte alla morte e alla soluzione di delicati e significativi atti umani? – conclude Fanucchi – Situazioni come quella descritta richiedono una riflessione profonda e la volontà di migliorare per evitare che si ripetano in futuro, per il bene delle famiglie e la dignità delle persone decedute”.


