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Scannerini e il Venezuela: “In Consiglio chiederò al presidente se ritiene opportuno aprire un’indagine”

Contro risposta a Bernardi di Hacking Labs, dal diritto internazionale al sostegno all’associazione per la sua attività

Ultima puntata del botta e risposta fra Mirko Bernardi di Hacking Labs e il consigliere di Forza Italia, Matteo Scannerini. 

“Credevo che il mio post e articolo sostenessero una semplice posizione libera e legittima contro un tiranno. Oggi chiarirò definitivamente il mio punto di vista lo farò entrando nei dettagli, visto le numerose accuse che leggo nel comunicato di oggi di Mirco Bernardi e di Hacking Labs. Per prima cosa, non rinnego quello che ho scritto. Credo, come già detto ieri, che un arresto e successivo processo di un tiranno siano sempre una notizia buona per il mondo e, in questo caso, anche per il popolo venezuelano. Credo anche che non si possa implementare un’operazione del genere senza collaborazione interna allo stato di provenienza del dittatore in questione e ciò lo dico perché ho sempre espresso il mio parere completo, senza ipocrisia né parti mancanti, proprio perché non mi paro dietro al politichese”

“Analizziamo ora la parte relativa al diritto internazionale, che personalmente è stato il mio argomento preferito degli studi giurisprudenziali che ho sostenuto, nonostante la stessa dottrina sostenga che sia un diritto ‘opinabile’ – prosegue – Una parte della dottrina internazionale, sostiene infatti l’idea che il terrorismo e il narcotraffico sia perseguibile ovunque, qualora lo stato in cui il terrorista si trovi, non collabori. Inoltre, faccio notare come il 25 aprile in Italia, si festeggi la nostra Liberazione dal nazifascismo, da parte degli Usa, che non erano mai stati attaccati, né da Italia, né dalla Germania. Meno male però che hanno sconfitto il terzo Reich o non si sarebbe messa molto bene per noi. Del resto, anche Hacking Labs riconosce il valore dell’antifascismo. Così come riconosce l’importanza che hanno le convenzioni internazionali in materia di diritti umani e libertà. Convenzioni tutte violate dal regime venezuelano e cubano, di cui Hacking Labs espone le bandiere, peraltro in un immobile comodato gratuitamente dal Comune. Immobili che non dovrebbero contenere simboli diversi dal tricolore italiano e dalla bandiera europea”.

“Per quanto riguarda lo status di Maduro come capo di stato, abbiamo invece un ulteriore dubbio da cui partire: un presidente che ha perso le elezioni e ha represso l’opposizione, che risulta incompatibile con la costituzione venezuelana, che va a violare numerose norme di diritto internazionale, è da considerarsi legittimo? Qui si apre una storia vecchia come il diritto di riferimento che ha visto numerosi episodi protagonisti: da Milosevic a Gheddafi in ordine temporale. Ognuno sostiene la teoria dottrinale che vuole.
Altro punto: non c’è invasione, solo attacchi diretti alle infrastrutture dirette all’attività narco terroristica. Qui mi ricollego al primo punto di cui sopra. Se sarà stata coinvolta popolazione civile inerme, saremo ora ad affrontare la questione da un altro punto di vista. Così però non è. La popolazione, in compenso, festeggia. In quanto alla pace, ribadisco che qui non c’è guerra, ma solo la cattura di un soggetto tutt’altro che pacifico. Il primo passo per la pace è il ripristino della giustizia. Quindi non vedo il nesso fra la vicenda e l’articolo 11 della costituzione”.

“Veniamo ora alle accuse personali. Intanto mi scuso con il consigliere Lunardi. Trasferimmo la nostra conversazione su Whatsapp e continuammo li, quel giorno. Veniva meglio, in quel commento io mi riferivo a Maduro in risposta a chi era davvero pericoloso. Tanto e vero che mai ne avevamo parlato dopo, ma mi rendo conto che è scritto malissimo, come spesso accade nelle chat che qui però sono commenti – prosegue Scannerini – Ho sentito subito Simone, chiedendo se avesse capito anche lui in questo modo e scusandomi immediatamente, oggi dopo aver letto l’articolo numero due pubblicato da Hacking Labs. Ha sminuito subito la cosa, e lo ringrazio,  ma ci tengo a scusarmi qui pubblicamente per il mio pessimo modo di esprimermi in questo frangente e me ne prendo tutte le responsabilità. Scusa Simone. In ogni caso rimane una questione fra me e lui, ed è triste giustificare le proprie azioni tirando in ballo gli altri. Un’altra cosa che mi ha colpito umanamente è aver sostenuto Hacking Labs per tornaconto. Non ho mai chiesto un voto a Bernardi né a nessuno appartenente ad Hacking Labs. Sfido chiunque a dimostrare il contrario. Se ieri ho scritto quello che avete letto, è perché ritengo che una realtà che fa bene il proprio lavoro, vada sostenuta a prescindere. Dalle mie dichiarazioni si capisce bene. Questa accusa fa male, è falsa e facilmente dimostrabile nella sua infondatezza. Ci confrontassimo faccia a faccia, Mirco, e ripassassimo le nostre conversazioni e quello che ci siamo detti, sai bene che saresti costretto a cambiare idea. Chiunque è libero di mutare le proprie opinioni su persone e posizioni, su amministrazioni e politici che compongono schieramenti. Sai però che io non sono l’opportunista che oggi hai descritto”.

“Detto ciò, io sarò in Consiglio lunedì. Chiederò al presidente di rispondere. Di aprire se ritiene opportuno un’indagine su di me, e ai presidenti della commissione affari istituzionali e del controllo e garanzia di prendere in consegna la Pec da te inviata ed analizzarne il contenuto, mettendomi in discussione fin da subito – conclude –  Non credevo che una posizione personale mettesse in dubbio la mia carica di consigliere. Per quanto mi riguarda sei libero di difendere Maduro, il regime cubano e quello che vuoi. L’occidente è anche questo: libertà“.