La polemica
|Attacco al Venezuela, ancora polemiche a Capannori. Bernardi: “Un’azione illegale non si può giustificare”
Al consigliere di Forza Italia, Matteo Scannerini: “Chi rappresenta la collettività deve stare dalla parte del diritto, dei diritti umani e della pace”
Nuovo intervento in replica al consigliere di Forza Italia, Matteo Scannerini, dal presidente di Hacking Labs, Mirko Bernardi.
“Oggi mi trovo a rispondere a un consigliere che si dichiara offeso dalla mia presa di posizione, ferma e inequivocabile, in difesa della legalità – dice – Una reazione che rivela quanto questo principio, a giudicare dai fatti, resti per alcuni un riferimento secondario e non un fondamento imprescindibile dell’agire pubblico. Il rapimento di un capo di Stato, per di più attraverso un’azione militare, non costituisce un’opinione politica né una legittima posizione ideologica: è un atto criminale, tanto nel diritto interno quanto nel diritto internazionale. Un rappresentante delle istituzioni che giustifichi o legittimi un’azione illegale promossa dall’amministrazione Trump non sta esercitando la libertà di pensiero, ma contribuisce alla normalizzazione della violenza. È bene affermarlo con chiarezza: per i cittadini che credono nello Stato di diritto, questo è semplicemente inaccettabile”.
“La storia, se conosciuta e non strumentalizzata, insegna – ricorda Bernardi – L’1 settembre 1939, chi giustificava l’invasione della Polonia non difendeva la pace, ma preparava il terreno a una tragedia immane. Allo stesso modo, nel 1978, chi avesse pubblicamente esultato per il rapimento di Aldo Moro si sarebbe reso moralmente complice di un atto terroristico che colpì al cuore la Repubblica italiana. La questione, dunque, è semplice e non ammette ambiguità: o si sta dalla parte della legalità, nazionale e internazionale, oppure si finisce per giustificare azioni illegali. Le zone grigie esistono solo per chi preferisce l’opportunismo alla responsabilità. La mia iniziativa – volutamente provocatoria e consapevole della sua impraticabilità formale – di chiedere l’espulsione dal consiglio comunale di un consigliere che elogia azioni di guerra illegali, ha avuto almeno un risultato: rendere evidente una cultura politica che, a vari livelli, giustifica le guerre promosse da Trump e sostiene politiche che producono devastazione e morte, fino al genocidio del popolo palestinese”.
“Lo stesso consigliere – prosegue Bernardi – ha poi scelto di attaccare le associazioni di Capannori beneficiarie di contributi pubblici e di stigmatizzare le bandiere esposte presso la nostra sede. Ne emerge una visione secondo cui il mondo dell’associazionismo sarebbe colpevole di esistere se non allineato politicamente, e la solidarietà internazionale verrebbe ridotta a propaganda ideologica. Forse sfugge – ma non è un fatto nuovo – che l’esposizione di quelle bandiere rappresenta un gesto di solidarietà verso popoli colpiti da politiche imperialiste e da sanzioni arbitrarie, spesso imposte in assenza di un mandato delle Nazioni Unite. C’è chi sceglie di essere filo-Trump; c’è chi, come me, sceglie di essere dalla parte dell’umanità. Stia dunque sereno il consigliere di Forza Italia. Se questa inquietante deriva globale dovesse proseguire, non è escluso che un domani si possa arrivare a esporre anche la bandiera a stelle e strisce, in solidarietà con il popolo americano oppresso da un leader autoritario che egli continua a stimare e sostenere”.
“Desidero infine precisare, con il massimo rispetto per le istituzioni, che ogni mia presa di posizione nasce esclusivamente dalla volontà di difendere la legge, la Costituzione e i principi dell’ordinamento democratico, fondamento della convivenza civile – conclude – Se questa fermezza viene giudicata scomoda o eccessiva, me ne assumo serenamente la responsabilità, nella convinzione che il rispetto della legalità non possa e non debba mai essere subordinato a convenienze politiche, simpatie personali o contingenze del momento. Difendere la legge anche con determinazione non è un atto di aggressività, ma un dovere istituzionale. E quando questo dovere disturba, significa semplicemente che la legalità sta svolgendo il suo compito. Mi scuso infine con i consiglieri di destra per non aver compreso, in precedenza, che nella loro visione la legalità non rappresenta un valore assoluto, ma una variabile subordinata all’opportunità politica. Io, da cittadino italiano e di Capannori, esigo e pretendo che chi ricopre incarichi istituzionali condanni senza ambiguità i dittatori, la criminalità e ogni atto di guerra, tanto a livello nazionale quanto internazionale. La neutralità di fronte all’illegalità non è equilibrio, ma complicità; il silenzio delle istituzioni non è prudenza, ma rinuncia al proprio mandato. Chi rappresenta la collettività ha il dovere di stare dalla parte del diritto, dei diritti umani e della pace, sempre e comunque, indipendentemente dal colore politico, dalle alleanze o dalle convenienze del momento”.


