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Rontani (Capannori Cambia): “L’amministrazione continua a impoverire il patrimonio immobiliare pubblico”

I ‘casi’ di Palazzo Boccella e Camelietum Compitese: “Strutture affidate gratis in comodato o a poco in concessione”

“Mi sono stancato di sottolineare inutilmente quanto l’amministrazione Menesini/Del Chiaro stia impoverendo la gestione del patrimonio immobiliare pubblico, affidandolo qua e là, gratis in comodato o a poco in concessione. Però, nel leggere la delibera di giunta numero 2 del 9 gennaio, contenente gli indirizzi per l’affidamento in concessione del servizio di gestione delle strutture Palazzo Boccella e Orto Boccella a San Gennaro (patria dell’ex sindaco Romano Citti) sono rimasto più che perplesso”. A parlare è Paolo Rontani di Capannori Cambia.

“Ricordo molto bene che, quando il consiglio comunale di Capannori, con delibera 59/2022, accettò il patrimonio devoluto dallo scioglimento della Fondazione Palazzo Boccella e con la nunero 60 approvò l’esternalizzazione del servizio di gestione tramite concessione a terzi – ricorda Rontani – La stima dell’intero complesso immobiliare si aggirava intorno a diversi milioni di euro. Non dimentichiamo che Palazzo Boccella, in base al Testo unico del turismo (legge regionale Toscana 61/2024) che ne contiene la disciplina, oggi è una residenza d’epoca. Tuttavia, adesso leggo nella 2/2026, che “la mancanza di dati storici consolidati, rende incerti i costi delle utenze e della manutenzione ordinaria (?!) dei due immobili” e che il piano economico finanziario, elaborato in sede e contenente la stima di entrate e uscite previste, c’è (in atti d’ufficio) ma… non si vede, almeno quale allegato pubblicato con la delibera de quo. Viva il rispetto degli obblighi di trasparenza. Dipende forse dal fatto che, nel biennio 2023/2024, i tentativi di affidamento sono rimasti privi di esito? È logico inoltre che, purtroppo, le strutture non utilizzate si deteriorino nel frattempo, perdendo funzionalità e valore ma questo giustifica prevedere adesso un canone minimo di concessione, pari a 14060,00 euro per ogni anno dei sei di gestione, da avviarsi nel 2026, con piena gratuità per il primo anno mentre per il secondo è al 50 per cento?”.

“Valutiamo anche il dato – prosegue Rontani – per cui, all’ipotetico concessionario viene consentita una certa autonomia nella scelta delle tariffe da applicarsi (salvo “divieto di scopo di lucro”) ma chi controllerà l’insieme?  Questi indirizzi di affidamento, specie in conclusione della premessa scritta nell’atto di giunta, paiono una specie di disperato appello a che i soggetti partecipanti, anche neocostituiti, si presentino e propongano (loro) ambiti tematici interessanti, a livello di marketing, valorizzazione territoriale, azioni innovative… Dunque non sono posti limiti all’accoglienza dei progetti, purchè ci sia qualche coraggioso disposto a provarci. Salta così agli occhi una bella differenza tra questa delibera di giunta e il tono della determina 44 del 20 gennaio, dove si approva un avviso pubblico ad un soggetto del terzo settore (chissà chi lo raccoglierà…) per la gestione decennale del Camelietum Compitese di proprietà comunale, nonchè gioiello botanico dal prestigioso titolo di Giardino di Eccellenza, in merito al quale, stavolta, si allega in pubblicazione il piano economico e finanziario, predisposto con attraenti cifre di ‘presumibili’ ricavi di gestione”.

“Desiderio di investire o, in questo caso, di fare pure un bel regalo agli amici? – conclude – Quali vantaggi amministrativi a favore dei capannoresi ci saranno in tale quadro di scelte, mentre i cittadini continuano a chiedere interventi di maggior sicurezza nelle strade senza ottenere granchè, salvo far causa al proprio Comune?”.