Logo
Record toscano: oltre 19mila uccelli acquatici passano l’inverno nell’ex lago di Bientina

L’area comprende ahche il lago della Gherardesca nel territorio di Capannori

L’area dell’antico lago di Bientina, di cui fa parte un’ampia porzione del territorio comunale di Capannori, ha raggiunto nel 2026 un risultato senza precedenti: oltre 19mila uccelli acquatici censiti questo gennaio, il numero più alto mai registrato in una singola zona umida della Toscana.

A certificarlo sono i rilevamenti annuali del Centro ornitologico toscano Paolo Savi Ets, che dal 1984 conduce nel mese di gennaio i censimenti degli uccelli acquatici svernanti con protocolli rigorosi e con rilevatori abilitati dall’Ispra.

Un dato straordinario, che fa dell’ex alveo del lago la prima zona umida regionale per abbondanza di presenze, e che racconta una crescita costante maturata negli ultimi anni grazie a interventi ambientali mirati.

Tra i fattori determinanti spicca il riallagamento permanente della bonifica della Gherardesca: un’area che oggi rappresenta uno dei principali poli di attrazione per migliaia di anatre e altri uccelli acquatici provenienti dall’Europa settentrionale e perfino dalla Siberia.

Qui si concentra la maggiore varietà di specie osservate: oltre ai numerosi germani reali, sono stati censiti più di 700 moriglioni e oltre 150 codoni, specie considerate vulnerabili nella Lista rossa europea a causa del declino delle popolazioni continentali.

Protagonista assoluta del censimento 2026 è stata l’alzavola, la più piccola anatra europea, presente con oltre 11mila individui. La specie si è concentrata soprattutto tra la riserva del Bosco di Tanali e l’area della Gherardesca, tornando dopo anni di assenza anche nel Bottaccio, grazie a una gestione favorevole dei livelli idrici. Il numero complessivo rappresenta il valore più alto mai rilevato in Toscana in oltre quattro decenni di monitoraggi.

Di rilievo anche la presenza della pavoncella, con oltre 2500 individui, che trova nei prati umidi e nei campi allagati un habitat ideale, soprattutto nelle aree dove l’attività venatoria è esclusa. Nonostante l’altissimo numero complessivo, le specie censite sono state 34: una diversità non elevatissima rispetto ad altre zone umide toscane, legata alla particolare natura di questo territorio bonificato da quasi due secoli, agricolo ma soggetto a estesi allagamenti invernali.

Alla base di questo andamento positivo c’è anche la progressiva istituzione di aree precluse alla caccia, dove gli uccelli possono sostare e riposare, insieme alla creazione di nuovi specchi d’acqua all’interno delle riserve. Il mantenimento di queste condizioni ambientali e di tranquillità resta un elemento decisivo perché l’ex lago di Bientina continui a rappresentare uno dei più importanti rifugi invernali per l’avifauna acquatica in Toscana. E le potenzialità, sottolineano gli esperti, potrebbero essere ancora in parte inesplorate: la creazione di nuovi ambienti umidi naturali potrebbe incrementare ulteriormente il valore ecologico di un’area che oggi si conferma tra le più significative a livello regionale.