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Lunedì l’assemblea dei soci di Retiambiente, lettera del sindaco di Porcari: “Costi insostenibili per l’impianto di Salanetti”

Fornaciari rilancia la polemica fra perplessità tecniche e possibile problemi per le casse pubbliche con ricaduta sulle bollette

PORCARI – Nuovo capitolo per la polemica sulla realizzazione dell’impianto di riciclo di prodotti assorbenti e tessili previsto in località Salanetti.

In vista dell’assemblea dei soci di lunedì (2 febbraio) il sindaco di Porcari, Leonardo Fornaciari, ha infatti fatto pervenire una nota formale a tutti i Comuni soci di RetiAmbiente Spa, il gestore unico dei rifiuti, sollevando pesanti dubbi sulla sostenibilità tecnica ed economica dell’operazione.

Il punto centrale della contestazione non riguarda la questione politica, ma la reale possibilità di costruire quanto previsto. Documenti alla mano, emersi dopo un accesso agli atti che il Comune ha ottenuto con una diffida legale, il sindaco Fornaciari segnala che il progetto autorizzato dalla Regione non sarebbe ancora diventato esecutivo. Soprattutto, il primo cittadino evidenzia come le stesse ditte incaricate dell’appalto avrebbero messo nero su bianco l’impossibilità tecnica di attuare il progetto così come richiesto, definendolo inattuabile nelle attuali condizioni.

Oltre alle perplessità tecniche, l’allarme riguarderebbe le casse pubbliche. Le numerose prescrizioni imposte dalla Regione Toscana per concedere l’autorizzazione comporterebbero costi aggiuntivi e tempi che, secondo Porcari, non sono ancora stati quantificati con precisione. Fornaciari richiama i colleghi sindaci a una riflessione sulla responsabilità amministrativa e contabile: il rischio è che si stiano impegnando risorse pubbliche in un’opera giudicata “non fattibile” dagli stessi tecnici, senza un piano finanziario aggiornato che tenga conto dei rincari.

Nonostante la pendenza di un ricorso al Tar Toscana, discusso proprio pochi giorni fa (il 28 gennaio) e di cui si attende la decisione, RetiAmbiente ha dato il via ai cantieri all’inizio dell’anno. Una mossa che il Comune di Porcari giudica azzardata.

L’interrogativo finale lanciato dal sindaco ai soci è diretto e riguarda quanto le spese tecniche, le parcelle legali e l’aumento dei costi derivanti dalle prescrizioni regionali finiranno poi per incidere sulle bollette dei cittadini.

La questione è ora sul tavolo dei soci, chiamati a valutare se procedere con un investimento che, secondo Porcari, rischia di trasformarsi in un onere insostenibile per la collettività.