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Incontro sul referendum al Majorana, i referenti per l’educazione civica: “Gli studenti non sono un soggetto passivo”

Gli insegnanti: “Nella polemica una valutazione negativa del sistema educativo. Lieti di accogliere persone competenti al dibattito”

Lezione senza contraddittorio, per i professori non è così e comunque il dibattito è aperto a ogni contraddittorio. A parlare, per spiegare la loro posizione, sono Elisa Greco, Leana Quilici, Daniele Silvestri e Orazio Trinchera, referenti per l’educazione civica delle classi quinte del Liceo Majorana

“Si sostiene che il Llceo Majorana di Capannori avrebbe promosso un incontro orientato a favore del no in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026. In qualità di docenti dell’istituto e organizzatori dell’iniziativa, riteniamo opportuno fornire alcuni chiarimenti rispetto a tale ricostruzione. La richiesta del “contraddittorio” in un incontro di questo tipo merita una riflessione più ampia. Essa presuppone infatti un determinato modo di intendere il ruolo della scuola e dei professionisti che vi operano. Alla base di questa impostazione sembra esserci l’idea che un docente o un professionista, nell’esercizio delle proprie funzioni, non sia in grado di distinguere tra le proprie opinioni personali e i contenuti disciplinari oggetto della questione, né di presentare in modo equilibrato e documentato i diversi aspetti di questa stessa questione. Una simile posizione implica una valutazione negativa della capacità dell’istituzione scolastica e del sistema educativo di garantire pluralismo, rigore e correttezza nell’attività formativa”.

“Un’impostazione di questo tipo, se generalizzata – dicono  rischia di alimentare una sfiducia sistematica nei confronti delle istituzioni pubbliche, considerate inevitabilmente orientate o ideologicamente connotate. La nostra esperienza e la nostra pratica quotidiana nelle classi si fondano su un diverso presupposto: il compito dell’insegnamento consiste nel fornire agli studenti strumenti conoscitivi il più possibile ampi e articolati, affinché ciascuno possa elaborare un proprio giudizio in modo autonomo e consapevole. Questo vale tanto per il tema del referendum quanto per qualunque altro argomento affrontato nel percorso scolastico”.

“È inoltre utile ricordare che l’idea di un’influenza unidirezionale e deterministica esercitata dai docenti sugli studenti non tiene adeguatamente conto della complessità delle dinamiche educative e dell’autonomia critica tipica dell’età adolescenziale – spiegano ancora i professori – I giovani non sono destinatari passivi di contenuti, ma soggetti capaci di confronto, distanza critica e valutazione personale. Per queste ragioni riteniamo che la scuola debba mantenere una propria specificità rispetto ad altri contesti comunicativi, come quelli mediatici, nei quali il contraddittorio assume spesso forme e finalità differenti. In ambito scolastico, l’obiettivo primario non è la rappresentazione spettacolarizzata di posizioni contrapposte, ma la costruzione di competenze critiche attraverso un lavoro didattico fondato su responsabilità professionale e consapevolezza del proprio ruolo istituzionale”.

“È su questa responsabilità professionale che si fonda l’operato dei docenti coinvolti nell’iniziativa in oggetto – concludono i professori –  nella convinzione che la scuola pubblica abbia il compito di promuovere strumenti di comprensione e non di orientare le scelte degli studenti. Se comunque si ritiene che l’unico equilibrio possibile sia quello offerto dal contraddittorio, la scuola sarà lieta di accogliere qualunque persona competente che si voglia indicare per assicurare questa possibilità”.