Il traguardo
|Prima certificazione forestale Fsc per il Consorzio di Villa Basilica
Garantisce che i prodotti derivati dal bosco rispettino dei rigorosi standard ambientali, sociali ed economici
Lo scorso marzo, il Consorzio Forestale di Villa Basilica ha ottenuto la sua prima certificazione forestale secondo lo standard Fsc® (Forest Stewardship Council). La certificazione di Gestione forestale Fsc assicura il rispetto di rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Si tratta di un marchio internazionale che garantisce che i prodotti derivati dal bosco provengono da foreste gestite in modo responsabile, rispettando rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.
Lo scorso febbraio, l’assemblea dei soci del Consorzio Forestale aveva adottato il proprio Manuale di gestione aziendale per la certificazione della gestione forestale sostenibile e responsabile che prevede, tra l’altro il modulo reclami e la relativa procedura da seguire per raccogliere segnalazioni, reclami ma anche suggerimenti.
“Il percorso di certificazione è un percorso avviato e non concluso – spiega il presidente Giovanni Ciniero – perché interessa solo una parte dei boschi in nostra gestione, circa 160 ettari concentrati nel Comune di Villa Basilica su oltre 320 ettari. Nei prossimi mesi, prevediamo di estendere la certificazione forestale anche ad altre aree che interessano anche i comuni di Capannori, Pescia e Borgo a Mozzano”.
“Rispetto ad esperienze meritevoli che partono da grandi corpi aggregati – conclude Ciniero- il valore della nostra esperienza non sta tanto nei numeri assoluti ma nel fatto che dietro a questi primi 160 ettari di boschi certificati ci sono oltre 20 proprietari, con in media meno di 8 ettari a socio consorziato: un dato che secondo noi mette in luce lo sforzo di aggregazione e coordinamento che il nostro ente svolge da anni nei confronti dei tanti micro proprietari forestali che hanno difficoltà a gestire in forma individuale i loro terreni. Farsi carico di queste conduzioni è un’assunzione di responsabilità a nostro avviso necessaria per provare a invertire la tendenza all’abbandono del territorio e a contrastare un sentimento molto diffuso di rassegnazione e fatalismo”.


