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Giro di vite sulla sicurezza sul lavoro in smart working, Rontani (Capannori Cambia) chiama in causa il Comune

Accuse di scarsa trasparenza dall’amministrazione sul tema: “Sul tema non ho ancora visto atti pubblicati all’albo pretorio on line”

L’introduzione della legge 34/2026, entrata in vigore lo scorso 7 aprile, accende lo scontro politico a Capannori sul tema della sicurezza nel lavoro agile. A sollevare il caso è il consigliere di opposizione Paolo Rontani, di Capannori Cambia, che punta il dito contro l’amministrazione comunale, rea a suo dire di non aver ancora ottemperato ai nuovi obblighi normativi che regolano lo smart working.

Il fulcro della questione risiede nell’articolo 11 della nuova legge, che modifica il Testo unico sulla sicurezza (decreto legislativo  81/2008) introducendo il comma 7 bis. Questa norma disciplina, per la prima volta, gli obblighi del datore di lavoro per le attività svolte da remoto, in ambienti non sotto la sua diretta disponibilità. Rontani ricorda che, dal 7 aprile, le aziende pubbliche e private hanno l’obbligo di trasmettere un’informativa dettagliata sia ai lavoratori che alle Rls. Tale documento deve coprire “i rischi generali e specifici, legati al lavoro agile”, “le criticità collegate all’uso di videoterminali e dispositivi elettronici”, nonché “gli aspetti conseguenti alla postura, all’affaticamento visivo e allo stress da lavoro” e le indicazioni “necessarie per adattare il lavoro al soggetto che lo svolge, tutelando benessere, salute, sicurezza ma anche le condizioni ambientali del luogo di lavoro”.

Il consigliere sottolinea che il legislatore ha previsto sanzioni severe per chi ignora questi adempimenti. La modifica all’articolo 55 del decreto legislativo 81/2008 stabilisce infatti che “il datore di lavoro e il dirigente sono puniti con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1708,61 a 7403,96 euro, per la violazione dell’obbligo informativo, di cui all’articolo 3, comma 7 bis”.

Nella sua critica rivolta al sindaco Del Chiaro, Rontani evidenzia una presunta mancanza di trasparenza da parte del Comune di Capannori: “Caro sindaco Del Chiaro, dipendenti e vertici apicali del Comune di Capannori che lavorano in smart working, mi pare siano parecchi. Eppure, non ho ancora visto atti pubblicati all’albo pretorio on line, che abbiano affrontato con la dovuta trasparenza questa novità normativa”.

Il consigliere conclude la sua nota con un affondo politico diretto al primo cittadino: “Capisco che hai tanti impegni ma, a parte il rischio di un pur breve ‘arresto’, non credi che la cultura della sicurezza sul lavoro sia davvero a favore dei dipendenti e magari anche più importante delle revoche di deleghe ad assessori scomodi o di feste organizzate in piazza?”.