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Sicurezza e protezione civile, i dubbi di Rontani (Capannori Cambia) fra poco personale e superficialità

La determina sulla protezione civile riporta come termine di scadenza per l’iscrizione quella del 10 aprile del 2025, oltre un anno fa”

L’aggressione avvenuta recentemente nella zona dei laghetti di Lammari, dove una ragazza è stata minacciata da un individuo armato di siringa, ha riacceso con forza il dibattito sulla sicurezza nel territorio di Capannori. Sull’episodio interviene il consigliere di opposizione di Capannori Cambia, Paolo Rontani, che analizza criticamente la gestione delle forze in campo e, in particolare, i recenti atti amministrativi prodotti dall’ente.

Rontani premette che, al netto delle ‘assurde minacce di gruppuscoli esaltati’, la tutela dei cittadini resta prerogativa delle forze dell’ordine, sotto la guida di prefetto e questore. Tuttavia, un ruolo fondamentale è giocato dalla polizia municipale che, a Capannori, soffre di una cronica carenza di organico: “Sono solo 32 unità, quando dovrebbero essere almeno 1 ogni mille abitanti e, nonostante le necessità, si continua a non assumere e a non crescere”.

L’attenzione del consigliere si sposta poi sulla determina 524 del 27 aprile 2026, riguardante la protezione civile, materia che rientra nelle deleghe che il sindaco Giordano Del Chiaro “si è ripresa e si sta tenendo da ben 30 giorni, dopo la revoca/siluro subìta dall’assessore Del Carlo”. L’atto propone una collaborazione con otto associazioni di volontariato del terzo settore per attività che spaziano dal “supporto alla popolazione, in caso di evento climatico avverso” al “monitoraggio del territorio” e allo “spargimento di sale”. Per tali servizi è previsto un rimborso spese complessivo di 20mila euro annui per un triennio.

L’analisi dei documenti allegati alla determina ha però suscitato lo sconcerto dell’esponente di minoranza per via di evidenti incongruenze cronologiche. Rontani rileva infatti che l’avviso pubblico riporta come termine ultimo per le domande le “12 di venerdì 10 aprile 2025”, specificando che “eventuali richieste pervenute oltre il termine di scadenza, non verranno accettate”.

“Siamo già a maggio del 2026, non si può vincolare ora il passato”, incalza Rontani, sottolineando come la determina preveda l’assegnazione dei servizi con decorrenza dal 1° gennaio 2026, nonostante l’atto sia stato pubblicato mesi dopo. Secondo il consigliere, queste non sono semplici sviste, bensì “offese alla Fiducia Pubblica”.

Il giudizio finale sulla giunta è sferzante: “Tristi riprove, sempre più frequenti, che l’amministrazione Del Chiaro e i suoi vertici fedeli sanno lavorare soprattutto con superficialità, rendendo nulli atti e propositi, come in questo caso”.

Per Rontani, l’episodio dei laghetti di Lammari e la gestione burocratica della sicurezza confermano un quadro di inefficienza che definisce, con amarezza, una vera “tristezza” per la comunità di Capannori.