il punto della situazione
|Porcari, esonda il Rio Leccio. Torna il tema della sicurezza idraulica della zona
Danni e disagi nelle aree circostanti e attenzione sugli interventi: argini completati, in ritardo le casse di espansione
A seguito dell’ondata di maltempo che questa mattina (6 maggio) ha colpito il territorio di Porcari, provocando l’esondazione del Rio Leccio e causando danni e disagi ai residenti delle aree circostanti, torna al centro dell’attenzione il tema degli interventi sul fiume, in particolare per quanto riguarda lo stato degli argini e il progetto delle casse di espansione.

Un primo tassello fondamentale riguarda i lavori di messa in sicurezza dell’argine destro del rio, lungo via Leccio. Si tratta di un intervento da circa 3 milioni di euro, finanziato dalla Regione Toscana e avviato nel 2021, concluso entro la fine del 2023. In questo caso è stato realizzato un importante rafforzamento strutturale attraverso l’inserimento di palancole, ovvero elementi metallici infissi nel terreno che creano una barriera continua e impermeabile, utile a contenere l’acqua e a consolidare l’argine, riducendo il rischio di cedimenti durante le piene.
Conclusa questa prima fase, era previsto l’avvio di un ulteriore cantiere da circa 825 mila euro, finanziato con fondi della Protezione civile nazionale e affidato al Consorzio di bonifica Toscana nord, per interventi integrativi sempre sul Rio Leccio.
Il nodo centrale resta però quello delle casse di espansione, considerate decisive per la reale mitigazione del rischio idraulico. Per questa opera sono stati stanziati 5 milioni e 376.586 euro, attraverso fondi ministeriali intercettati dalla Regione Toscana. Il progetto interessa i territori di Capannori e Porcari e prevede la realizzazione di un sistema in grado di regolare la portata del corso d’acqua: due dighe nella parte più bassa, con una sezione idraulica ridotta, consentiranno di trattenere parte dell’acqua in caso di piena, mentre uno scolmatore convoglierà l’eccesso verso le casse di espansione. L’obiettivo è abbattere fino al 60 per cento il picco di una piena trentennale, portandolo a poco più di 50 metri cubi al secondo, con una significativa riduzione del rischio a valle.
Nonostante le risorse siano già disponibili e il progetto sia stato annunciato nel 2023 con una previsione di conclusione dei lavori entro marzo 2026, l’intervento non è ancora partito. In questo caso, il soggetto attuatore non è il comune di Porcari, ma il Consorzio di bonifica Toscana nord, che si occupa dell’iter tecnico e amministrativo.
Come spiegato dal presidente del Consorzio, Dino Sodini: “Il progetto delle casse di espansione sul Rio Leccio ha concluso la Conferenza dei Servizi e si trova attualmente in una fase avanzata di approvazione da parte del Commissario regionale per il dissesto idrogeologico, ruolo ricoperto dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. In questi giorni è stato trasmesso al Commissario il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (Pfte), corrispondente all’ex livello definitivo, sul quale la Regione ha già espresso parere favorevole nell’ambito della Conferenza dei Servizi. Una volta completato questo passaggio, il progetto tornerà al Consorzio per l’avvio della progettazione esecutiva e la successiva approvazione, passaggi indispensabili per poter attivare le procedure di appalto dei lavori, con l’obiettivo di arrivare alla consegna del cantiere entro la fine dell’anno. Dalla consegna, la durata stimata degli interventi è di circa un anno. Il progetto è dunque definito e in fase avanzata di approvazione, ma il suo percorso ha richiesto un confronto con i cittadini: sono state infatti necessarie modifiche progettuali per recepire le esigenze dei residenti, con conseguenti rallentamenti. Inoltre, la realizzazione delle opere comporterà anche procedure di esproprio; è possibile che alcuni proprietari presentino ricorso, circostanza che potrebbe determinare ulteriori ritardi, pur in presenza di un quadro progettuale ormai consolidato”.
In sintesi, mentre gli interventi sugli argini risultano completati, il sistema delle casse di espansione — fondamentale per la sicurezza complessiva del territorio — è ancora in fase di perfezionamento. Sul territorio, intanto, l’esondazione ha lasciato segni evidenti, con allagamenti nelle aree più esposte e disagi per i residenti, che hanno segnalato infiltrazioni, acqua nei giardini, nei veicoli e nelle abitazioni e difficoltà nella viabilità locale.




