L'intervento
|Modena assessore all’urbanistica, Rontani (Capannori Cambia): “Perché si chiede agli uffici se ha profili di incompatibilità?”
Il capogruppo di opposizione: “Sarebbe bastata un’autocertificazione, forse si vuole che qualcuno sollevi qualche eccezione?”
Dubbi sulle procedure dopo la nomina del neoassessore all’urbanistica Stefano Modena a Capannori. A sollevarli è il consigliere di opposizione Paolo Rontani, capogruppo di Capannori Cambia.
“Sembra conclusa la vicenda della delega revocata all’ex assessore Del Carlo, ormai sostituito, dopo oltre un mese, dal funzionario/ drigente Stefano Modena, con decreto sindacale del 12 maggio scorso. Personalmente, condivido tutte le perplessità esposte in questi giorni, sui giornali, dai miei colleghi dell’opposizione, ai quali le avevo già confermate per averne preso visione diretta a suo tempo. Questa scelta però, non mi stupisce più di tanto. Il nuovo assessore è radicalmente diverso dal sostituito; soggetti umili, disponibili e non polemici con i vertici di partito, come si è sempre dimostrato l’architetto Modena, ce ne sono stati davvero pochi, in Comune a Capannori. L’opposto, dunque, rispetto a chi voleva forse autonomamente tutelare anche i pubblici interessi della collettività. Magari, l’assessore Modena sarà invece più pronto a sovrintendere agli uffici del suo assessorato, dando direttive ai responsabili degli stessi, in nome e per conto del sindaco che a ciò lo ha delegato. Tanto più che Stefano Modena non mi risulta nemmeno essersi esposto, a suo tempo, sui programmi elettorali di questa maggioranza che, anzi, non gli aveva attribuito, anni prima, grande considerazione come funzionario, costringendolo ad emigrare al Comune di Viareggio, se voleva raggiungere quella pensione da dirigente poi acquisita. Vista comunque l’importanza dell’incarico ora delegatogli per l’urbanistica e la polizia municipale, resta solo da augurargli un buon lavoro”.
“Sennonchè, al momento, mi lascia particolarmente perplesso la novità di una comunicazione della segreteria del sindaco, ricevuta venerdì 15 maggio da una decina di funzionari dell’ente – prosegue Rontani – dove si chiede loro di comunicare, a stretto giro di posta, se l’appena nominato assessore Stefano Modena abbia o meno “posizioni debitorie aperte” (con tanto di legittima messa in mora); “lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile o amministrativo, rispettivamente con il Comune o la Provincia”… Quanto sopra, “per ottemperare alle disposizioni di cui all’articolo 63 del D.lgs 267/2000, rubricato incompatibilità” A parte che i destinatari non sono organi inquirenti e devono anche rispettare i limiti della normativa sulla tutela della privacy e a parte che, in Comune a Capannori, tutti fanno direttive ma in pochi sanno perché. Non era più logico chiedere al diretto interessato di produrre un’autocertificazione in proposito, ai sensi del Dpr 445/2000? Si vuole forse predisporre un qualche responsabile, all’interno del personale comunale, che, rispondendo, sollevi lui/lei certi interrogativi e, all’occorrenza, dubbi di incompatibilità? Se così fosse, allora si parte proprio male e con il rischio di continuare peggio, in una situazione dove, purtroppo, incarichi ricevuti, dignità nello svolgerli e buoni risultati per la cittadinanza capannorese, non cammineranno facilmente insieme”.


