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Dalla scarpa alla filiera fashion: Tuscany4Shoes racconta la nuova manifattura a Villa Bruguier

La seconda edizione del Green Day conferma la crescita della rete d’impresa, oggi aperta a pelletteria, bijoux, componenti, maglieria e lavorazioni specialistiche

Una filiera che cambia pelle senza perdere la propria identità: cresce, si allarga a nuovi ambiti della moda e mette al centro sostenibilità, capitale umano e qualità manifatturiera. È questo il messaggio emerso dalla seconda edizione del Tuscany4Shoes Green Day, l’appuntamento promosso dalla rete d’impresa Tuscany4Shoes che si è svolto lo scorso venerdì (3 luglio) a Villa Bruguier, a Capannori.

Una giornata di confronto che ha riunito aziende, grandi brand del lusso, professionisti della sostenibilità, istituzioni e operatori della filiera fashion, confermando l’interesse crescente verso un percorso che guarda al futuro partendo dalle radici produttive del territorio.

L’iniziativa ha registrato una partecipazione significativa di imprese e addetti ai lavori, a testimonianza di una consapevolezza ormai sempre più diffusa: la competitività del Made in Italy passa non solo dalla qualità del prodotto, ma anche dalla capacità di innovare, tracciare i processi, valorizzare le competenze e costruire modelli produttivi sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale e territoriale.

Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Capannori, Giordano Del Chiaro, che ha ribadito il valore della filiera moda per il territorio e l’importanza di accompagnarne i percorsi di innovazione e sostenibilità, senza disperdere l’artigianalità, la storia e il patrimonio di competenze delle imprese locali.

green day 5 shoes

La mattinata, moderata da Pietro Angelini, direttore di Navigo, ha visto il confronto diretto con responsabili della sostenibilità, dello sviluppo prodotto e degli uffici tecnici di alcuni importanti brand della moda. Un dialogo concreto tra committenza e filiera produttiva, chiamata oggi a rispondere non soltanto a requisiti qualitativi sempre più elevati, ma anche a criteri di tracciabilità, responsabilità sociale, innovazione e trasparenza.

Il confronto è proseguito con le testimonianze di sei aziende della rete Tuscany4Shoes, che hanno presentato la propria storia, le competenze maturate, i percorsi di innovazione avviati e le esperienze sviluppate nei rispettivi ambiti produttivi. Una rete che oggi non rappresenta più soltanto il comparto calzaturiero, ma si estende a lavorazioni, creazioni e applicazioni speciali per il mondo del tessile e della moda, della gioielleria fashion, degli accessori in maglieria, delle guarnizioni e dei componenti per l’industria della calzatura e dell’abbigliamento, fino alle imprese specializzate nella marcatura e nel taglio laser di cuoio e pelle.

Spazio anche agli approfondimenti con Alessio Ciacci, direttore generale di Qualità e Servizi Spa, intervenuto sul tema Il fattore umano al centro della sostenibilità sociale, ambientale e territoriale, e con Matteo Rovelli, marketing manager della rivista Leather & Luxury, che ha offerto una panoramica sulle trasformazioni in corso nel comparto manifatturiero e sulle nuove richieste del mercato internazionale.

Tra le novità più apprezzate dell’edizione 2026, la ‘Stanza dei prodotti’, allestita negli spazi di Villa Bruguier, che ha raccolto oltre 25 prodotti iconici delle aziende aderenti alla rete. Uno spazio pensato per raccontare attraverso gli oggetti l’evoluzione di Tuscany4Shoes: non più soltanto una rete legata alla calzatura, ma un sistema integrato che comprende pelletteria, accessori, bijoux, componenti, maglieria, materiali e lavorazioni specialistiche.

Ogni prodotto esposto ha raccontato una storia fatta di ricerca, artigianalità, competenze tecniche, sostenibilità e capacità produttiva, trasformando l’allestimento in un percorso capace di mostrare da vicino la ricchezza e la varietà delle aziende della rete.

Nel corso della giornata è emerso con forza un messaggio condiviso: il futuro della moda passa dalla capacità di preservare il savoir-faire manifatturiero, investire nella formazione delle nuove generazioni e restituire centralità al lavoro artigianale, oggi uno degli asset più strategici per la competitività del Made in Italy.

Accanto ai temi dell’intelligenza artigianale e della trasmissione delle competenze, il confronto ha affrontato anche l’evoluzione dei modelli organizzativi aziendali e la costruzione di ambienti di lavoro capaci di favorire il benessere delle persone e attrarre nuovitalenti.

“Il lusso del futuro non sarà definito solo dai materiali o dal prodotto finito, ma dalle persone che lo realizzano. Dobbiamo riportare al centro il valore dell’artigiano, delle competenze e della crescita professionale. La sostenibilità sociale significa costruire filiere che sappiano attrarre giovani, valorizzare il talento e garantire continuità a un patrimonio di conoscenze unico al mondo. È una responsabilità che coinvolge imprese, brand, istituzioni e sistema formativo”, commenta Serena Cecchini, presidente di Tuscany4Shoes.

Con il Green Day, Tuscany4Shoes conferma il proprio ruolo di luogo di incontro tra imprese, istituzioni e grandi brand, rafforzando un percorso che punta a fare del territorio di Capannori un punto di riferimento per l’innovazione della filiera moda.