Viaggio e solidarietà
|Quasi 8mila chilometri in bici fino a Capo Nord con un messaggio di solidarietà
Il progetto sostiene Agbalt, una realtà che opera al fianco di giovani pazienti affetti da leucemia o tumore e alle loro famiglie
Quasi 8mila chilometri in bicicletta, dal residence Isola dei Girasoli (località Carraia, San Giuliano Terme) fino a Capo Nord e ritorno, da affrontare in 22 tappe di circa 350 chilometri ciascuna. Questa è l’impresa che Emiliano Galli si prepara a iniziare lunedì (20 luglio), trasformando una sfida sportiva estrema in un viaggio di solidarietà dedicato ai bambini e agli adolescenti affetti da leucemia o tumore e alle loro famiglie.
Il progetto, intitolato L’isola dei girasoli a Capo Nord, è stato presentato questa mattina (15 luglio) nel municipio di Porcari dallo stesso Galli, dalle assessore Eleonora Lamandini e Madalina Golea, dal presidente di Agbalt Mirco D’Aversa e dal presidente e vicepresidente del Torretta Bike, rispettivamente Giorgio Tomei e Franco Fanucchi.
Galli, che fa parte del Torretta Bike, team ciclistico di Porcari, porterà lungo le strade d’Europa il nome e il messaggio di Agbalt, acronimo di ‘associazione genitori per la cura e l’assistenza ai bambini e agli adolescenti affetti da leucemia o tumore’. Una realtà di Pisa che dal 1986 opera al fianco dei giovani pazienti e delle loro famiglie, offrendo accoglienza, assistenza e sostegno concreto dopo e durante il percorso di cura nel centro di oncologia pediatrica di Pisa. Questa avventura è stata totalmente autofinanziata da Emiliano, senza sponsor, a dimostrazione dell’impegno e del valore che il ciclista da a questo viaggio.
“Ci sono viaggi che nascono da un sogno e poi ci sono viaggi che nascono da una promessa – ha spiegato Galli – questo viaggio non parla solo di me. Ogni chilometro sarà dedicato ai bambini e alle famiglie che ogni giorno affrontano una sfida immensamente più grande della mia, fatta di coraggio, speranza e forza. Quando la strada diventerà dura penserò a loro. Se trovano la forza di affrontare ogni giorno il proprio cammino, allora anch’io potrò trovare quella necessaria per fare una pedalata in più”.
Salite, pioggia, vento, freddo e stanchezza accompagneranno un viaggio che potrà essere seguito giorno dopo giorno attraverso Instagram (@emilianogalliiron), con l’obiettivo di coinvolgere sempre più persone e raccogliere sostegno per Agbalt. Non nuovo a esperienze estreme, l’atleta ha imparato a gestire autonomamente alimentazione, riposo, guasti, condizioni meteorologiche avverse e lunghissime ore in sella.
“Questa non è soltanto un’avventura in bicicletta, è una missione – ha concluso Galli – io pedalerò verso Capo Nord, ma questi bambini e le loro famiglie affrontano salite molto più dure. Se il viaggio riuscirà anche solo a far conoscere questa realtà a una persona in più e a portare un aiuto concreto, allora ogni chilometro sarà valso la pena”.
Il Comune di Porcari accompagnerà simbolicamente l’impresa, aiutando a diffonderne il significato e a far conoscere l’attività di Agbalt. “Abbiamo voluto che questa avventura partisse anche idealmente dalla casa comunale, perché rappresenta un esempio concreto di come lo sport possa mettersi al servizio della comunità – affermano le assessore Lamandini e Golea – Emiliano porterà con sé un messaggio di speranza, ma anche un invito a non voltarsi dall’altra parte davanti alle difficoltà vissute dai bambini e dalle loro famiglie. Porcari è orgogliosa di vedere crescere lo spirito di solidarietà che da sempre caratterizza Torretta Bike, di sostenere questo progetto e di contribuire a dare forza al prezioso lavoro di Agball”.
“L’impresa di Emiliano Galli rappresenta il volto più autentico dello sport: quello capace di unire sacrificio, determinazione e solidarietà – ha detto Susy Rovai, consigliera comunale con delega allo sport – Come amministrazione siamo orgogliosi che un atleta del Torretta Bike, team profondamente legato a Porcari, porti il nome del nostro territorio fino a Capo Nord, trasformando una sfida straordinaria in un’occasione per sostenere Agbalt e le famiglie che affrontano ogni giorno prove ben più difficili”.
Il girasole è stato scelto come simbolo dell’iniziativa perché rappresenta la luce, la speranza, l’energia positiva e la capacità di continuare a cercare il sole anche nei momenti più difficili. Capo Nord richiama invece il freddo, il vento, la distanza e gli ostacoli da superare. L’unione di questi due mondi apparentemente lontani vuole ricordare che anche ciò che sembra irraggiungibile può diventare realtà attraverso il coraggio, la determinazione e il sostegno degli altri.
“Emiliano ha scelto di mettere una prova durissima al servizio dei nostri bambini e delle loro famiglie – ha sottolineato il presidente di Agbalt, Mirco D’Aversa – La sua impresa ci aiuterà a far conoscere ancora di più il lavoro dell’associazione e a portare molto lontano un messaggio per noi fondamentale: anche nei momenti più difficili nessuno deve essere lasciato solo. Chi volesse sostenere il nostro progetto Una casa lontano da casa può farlo nella sezione ‘dona ora’ sul sito “.
Soddisfazione anche da parte del Torretta Bike, realtà sportiva di Porcari da anni impegnata nella promozione di iniziative benefiche attraverso il ciclismo: “Conosciamo la determinazione e la capacità di Emiliano di affrontare sfide che per molti sembrerebbero impossibili – hanno dichiarato il presidente, Giorgio Tomei, e il vicepresidente Franco Fanucchi – questa volta, però, il valore dell’impresa va ben oltre il risultato sportivo. Siamo fieri che un atleta del nostro team abbia deciso di pedalare per una causa così importante, portando con sé anche il nome di Porcari e di tutto il nostro team. Vai Emiliano, siamo con te”.
Emiliano Galli, residente a Colle di Compito, lavora come designer in un’azienda del territorio altopascese ed è da anni protagonista del ciclismo estremo e dell’ultracycling. Tesserato per il Torretta Bike di Porcari, ha alle spalle numerose esperienze nelle quali ha messo alla prova resistenza fisica, capacità organizzativa e tenuta mentale, oltre ad avere completato complessivamente trenta Everesting.
A settembre questa avventura potrà essere raccontata nelle scuole, portando questo esempio a chi non ha potuto vederlo e seguirlo.

