Lo scontro
|Capannori, centrodestra contro la maggioranza: “Mancata convocazione del Consiglio straordinario, il prefetto ci ha dato ragione”
Accolto l’esposto della minoranza sulla richiesta dell’assise dopo la revoca delle deleghe all’assessore Del Carlo
“Avevamo ragione noi! Il prefetto ha accolto la nostra richiesta”. Esordiscono cosi i consiglieri comunali di opposizione Domenico Caruso (Noi Moderati), Matteo Scannerini (Forza Italia), Paolo Rontani (Capannori Cambia), Bruno Zappia (Capannori Cambia), Lido Moschini (Fdi), Eleonora Vaselli (Fdi), Elisabetta Triggiani (capogruppo Fdi) e Matteo Petrini (Fdi).
“Nel mese di maggio scorso – proseguono i consiglieri – a seguito della mancata convocazione, da parte del presidente del consiglio comunale Luca Menesini, del consiglio straordinario da noi richiesto sulle motivazioni che avevano spinto il sindaco Del Chiaro a revocare le deleghe all’assessore Del Carlo, abbiamo presentato un esposto al prefetto in quanto la legge nazionale ed il regolamento comunale obbliga il presidente del Consiglio a convocare il consiglio richiesto da almeno un quinto dei consiglieri”.
“Parliamo di questa vicenda a distanza di tre mesi – spiega il consigliere Rontani – l’attenzione adesso è calata, ma quando chiedemmo a suo tempo il consiglio comunale, esso avrebbe avuto sicuramente un altro tipo di impatto a livello di emotività. C’è da rilevare il solito atteggiamento del sindaco e del presidente del consiglio che arbitrariamente hanno negato la convocazione di un consiglio comunale sulla questione Del Carlo. Siamo di fronte a persone che hanno gestito la questione in maniera dilettantistica, sempre con quella arroganza che contraddistingue la maggioranza”.
Il prefetto ha risposto stabilendo che “al presidente del Consiglio spetta la sola verifica formale che la richiesta provenga dal prescritto numero di consiglieri (o dal sindaco) non potendo comunque sindacarne l’oggetto. Nel caso in esame sussiste, pertanto, l’obbligo di convocazione del consiglio da parte del presidente al fine di iscrivere all’ordine del giorno quanto richiesto dai consiglieri di minoranza.” Il consigliere Scannerini commenta dicendo che “abbiamo assistito ad un modus operandi avulso dalla normativa.”
“Insomma il prefetto ha dato una tiratina d’orecchie a chi ha creduto di poter gestire i lavori del consiglio a proprio piacimento. Capiamo – proseguono i consiglieri – che possono esserci argomenti scomodi o fastidiosi, ma la norma del Tuel ha come ratio quella di dare voce, anche, alle opposizioni per garantire un confronto democratico, pluralista e trasparente. Troppo spesso, invece, assistiamo ad atti e ad azioni di prepotenza come, ad esempio, aver voluto convocare, per forza, questo consiglio di domani (30 luglio) alle 17,30 invece delle 20,30 come richiesto da noi delle opposizioni. Ritenevamo che l’orario serale sarebbe stato più comodo per i cittadini che avessero voluto partecipare, ma non c’è stato nulla da fare. Pazienza. Noi continueremo a vigilare per garantire legalità e democrazia”.
“Stiamo lavorando da due anni in un clima di prepotenza e arroganza – commenta la consigliera Triggiani – è accaduto in un consiglio che, dopo una domanda di un consigliere dell’opposizione, gli venisse detto che la sua era una domanda fastidiosa e lo accusò di avere fatto un intervento goffo e strampalato.”
“Il consiglio è uno dei pochi strumenti che l’opposizione ha – spiega il consigliere Caruso – alla nostra richiesta c’è chi ha risposto con ironia dicendo che non aveva paura del prefetto anzi si sarebbe vestito elegante”.
Il consigliere Petrini commenta spiegando che “l’amministrazione è composta da un manipolo di arroganti, che pensano di gestire la cosa pubblica calpestando le regole del gioco, vedi il caso specifico. Che la maggioranza non pensi di far mancare il numero legale per non far svolgere il consiglio”.


