La replica
|Impianto per assorbenti a Salanetti, Fornaciari dopo l’appello dell’onorevole Pd: “Di quali benefici parla?”
L’intervento di Simiani che chiama in causa anche il governo fa arrabbiare il sindaco: “Informato male, pronto ad esporgli tutte le criticità”
L’ipotesi di realizzare l’impianto per il riciclo dei pannolini e dei prodotti assorbenti a Salanetti torna al centro dello scontro politico, riaccendendo la ferma opposizione del Comune di Porcari. A riaprire il dibattito sono state le dichiarazioni dell’onorevole Marco Simiani del Partito Democratico, che ha rivolto un appello bipartisan – chiamato in causa anche il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi – per individuare forme di finanziamento dell’opera dopo la perdita delle risorse del Pnrr, definendo il progetto un beneficio per i cittadini e per il territorio.
La risposta dell’amministrazione comunale di Porcari non si è fatta attendere ed è arrivata con una presa di posizione al vetriolo firmata dal sindaco Leonardo Fornaciari, che smonta punto per punto l’opportunità e la sostenibilità tecnica e ambientale del sito di lavorazione.
“Leggo con non poco stupore le dichiarazioni dell’onorevole Simiani, che definisce l’impianto un beneficio per il territorio e per i cittadini – attacca il primo cittadino di Porcari –. Quali territori? Quali cittadini? Dove e chi lo ha informato su tutto quanto non dovremmo perdere? Evidentemente le sue sono notizie parziali, oppure l’onorevole non ha letto niente delle carte di questo impianto. Se vorrà, sarò lieto di inviargli i documenti della procedura di autorizzazione ambientale”.
Fornaciari entra quindi nel merito delle criticità tecniche dell’intervento a partire dalla demolizione della struttura esistente: “Lo sa l’onorevole che l’impianto per essere realizzato necessiterà della demolizione del capannone esistente acquistato da RetiAmbiente? Un fabbricato recente con fotovoltaico, magnificato all’inizio per la produzione di energia pulita. Quando il Comune di Porcari ha evidenziato che l’area era a forte rischio idraulico, ci si è accorti del problema e ora occorre buttare giù il capannone per costruire sotto il pavimento una vasca grande come l’edificio e profonda quasi due metri per catturare le acque in caso di piena dei fossi. Questo sarebbe il primo beneficio?”.
Il sindaco passa poi al setaccio gli aspetti legati agli scarichi ambientali e al trattamento dei materiali: “Lo sa che le acque reflue di lavorazione conterranno Pfas e che il depuratore dove si vorrebbero inviare non è progettato per fermarli? E lo sa che l’impianto è totalmente sperimentale e non ce n’è un altro in esercizio da poter visionare? In conferenza dei servizi persino Arpat ha chiesto di alzare il camino di uscita delle emissioni perché altrimenti il puzzo avrebbe ammorbato l’aria, riservandosi di verificare in seguito se l’altezza basterà”.
Un altro nodo centrale riguarda la reale sostenibilità economica del ciclo dei rifiuti e l’impatto sulle utenze locali: “L’impianto non potrà conferire la cellulosa di risulta a nessun stabilimento cartario perché non lavorabile in quanto ancora contaminata da materiale superassorbente. Non è un impianto di economia circolare, ma produrrà rifiuti. RetiAmbiente non ha prodotto in fase autorizzatoria né un contratto né un precontratto che dimostrasse un mercato per i materiali di risulta. Chi pagherà le perdite, le bollette dei cittadini? Senza contare che l’impianto ricade a Capannori ma a soli 70 metri dal centro abitato di Porcari. Se lei fosse il sindaco del paese dove è nato, lo vedrebbe questo gran beneficio?”.
“Se vorrà, Onorevole Simiani, sono disponibile a fornirle tutta la documentazione che attesta ciò che scrivo – conclude Leonardo Fornaciari –. Se invece questo impianto volete farlo per forza, contro le elementari regole ambientali ed economiche, sperperando risorse pubbliche e soprattutto contro i cittadini, sappia che vi dovrete scontrare nuovamente con il Comune di Porcari”.


