Il saluto
|Nasce il comprensivo Porcari – Montecarlo – Villa Basilica, il dirigente scolastico: “Pari dignità per i 12 plessi”
Antonio Marchetta: “Così competenze, idee, professionalità, risorse ed esperienze potranno circolare e moltiplicarsi”
Prende ufficialmente il via con la prima campanella dell’anno scolastico 2026/2027 il percorso del nuovo Istituto Comprensivo Porcari – Montecarlo – Villa Basilica. Una realtà nata dall’unione delle comunità scolastiche dei tre Comuni e strutturata su ben dodici plessi sul territorio.
Per l’occasione il dirigente scolastico, il professor Antonio Marchetta, ha rivolto un augurio a studenti, famiglie e personale, definendo la nascita dell’istituto come una grande opportunità di crescita: “Un nuovo istituto che nasce dall’unione di tre comunità scolastiche, ciascuna con la propria storia, le proprie esperienze, le proprie tradizioni e le proprie peculiarità, chiamate da oggi a costruire insieme qualcosa di nuovo. Tre Comuni, dodici plessi, un’unica comunità scolastica“.
Marchetta ha voluto subito rassicurare la comunità sulla pari dignità di tutte le sedi scolastiche comprese nell’accorpamento: “È importante chiarirlo fin dall’inizio: nel nuovo istituto non ci saranno plessi ‘centrali’ e plessi ‘periferici’. Ciascuna delle nostre dodici scuole avrà la stessa importanza e la stessa attenzione. La ricchezza del nuovo Comprensivo sta proprio nella pluralità dei suoi territori, delle sue esperienze e delle persone che ogni giorno vi lavorano”.
Sebbene l’accorpamento comporti inevitablemente alcune sfide sotto il profilo organizzativo, la priorità resta lo scambio e la condivisione di buone pratiche: “Un progetto nato in un plesso potrà diventare patrimonio degli altri; una buona pratica didattica sperimentata a Porcari potrà essere condivisa con Montecarlo e Villa Basilica, così come esperienze e progettualità sviluppate a Montecarlo o Villa Basilica potranno arricchire le scuole di Porcari. Competenze, idee, professionalità, risorse ed esperienze potranno circolare e moltiplicarsi. È questa la vera ricchezza dell’unione: non perdere le identità, ma metterle in relazione“.
Richiamando un celebre proverbio africano per cui “per educare un bambino serve un intero villaggio”, il preside ha evidenziato come il villaggio si sia ora allargato, richiedendo impegno e sinergia da parte di tutti gli attori coinvolti: “Serviranno la collaborazione di tutti, la giusta pazienza, disponibilità all’ascolto e anche l’apertura verso qualche piccolo cambiamento. Nessuna organizzazione complessa può funzionare senza un autentico lavoro di squadra”.
“Unire non significa uniformare. Significa condividere ciò che funziona, imparare gli uni dagli altri e trasformare le differenze in una risorsa”, conclude il professor Marchetta, ricordando che “una scuola non è fatta soltanto di edifici, classi e uffici. È fatta soprattutto di persone, relazioni, idee e futuro“.


