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Lago di Sibolla e Padule, Comuni rivendicano gestione

sibolla 1Lo “spezzatino” c’era prima della convenzione tra gli enti pubblici, non certo adesso. Chi vuole veramente una gestione unitaria del Padule di Fucecchio è sotto attacco da parte di coloro che vorrebbero tornare alla situazione conflittuale che c’era in precedenza. E’ questa in estrema sintesi la posizione dei sindaci dei comuni rivieraschi: Fucecchio, Ponte Buggianese, Altopascio, Cerreto Guidi, Chiesina Uzzanese, Pieve a Nievole, Monsummano Terme, Larciano e Lamporecchio. Sono i comuni che insieme alla Regione Toscana, alla città metropolitana di Firenze e alle Province di Pistoia e di Lucca hanno sottoscritto il protocollo di intesa per la gestione del sistema delle riserve naturali del Padule di Fucecchio e del Lago di Sibolla.

“Un’intesa – dicono i sindaci - che ci sta portando verso la gestione unitaria dell’intera area con la cabina di regia affidata alla Regione Toscana, come voluto dalla legge sul riordino istituzionale. E proprio adesso che stiamo andando verso una gestione più chiara, più semplice e più condivisa, è partita una campagna di disinformazione che vorrebbe far credere ai cittadini il contrario. Per interessi di parte e per strumentalizzazione politica qualcuno ha preso a pretesto una questione particolare, quella dei Centri Visite di Castelmartini e Sibolla che saranno gestiti in accordo tra i comuni, per far credere alle persone che invece tutta la gestione del Padule e delle Riserve Naturali sia frammentata tra vari enti. Ma non è assolutamente così. I piani di gestione li farà la Regione Toscana come previsto dalla riorganizzazione delle funzioni; il protocollo che abbiamo sottoscritto ci permetterà poi di avere una visione d’insieme e di garantire tutti i portatori di interessi che gravitano nell’area del Padule: associazioni, proprietari terrieri, coltivatori e altri. Era la situazione precedente, quella che vedeva la suddivisione di competenze tra varie province, che non garantiva assolutamente una gestione uniforme del Padule. Quindi chiediamo alla Regione Toscana di accelerare l’iter e arrivare quanto prima alla definizione completa del percorso”.
La posizione dei sindaci è chiara: il Padule di Fucecchio è al centro di una strumentalizzazione politica. “E’ evidente – dicono - che sia così. Altrimenti perché nessuno di questi problemi che leggiamo oggi sui giornali è mai stato sollevato all’interno della Consulta del Padule che è l’organo competente per dibattere anche di questi temi? E poi lo dimostra il fatto che sui mezzi di comunicazione qualcuno ha volutamente sbandierato di una fantomatica firma che invece non è mai stata inserita nelle agende delle istituzioni”.
La disinformazione come primo nemico da combattere quindi. “Una disinformazione complessiva – concludono i sindaci dei comuni rivieraschi - alimentata da personaggi che parlano del Padule di Fucecchio confondendo l’intera area umida, che sono circa 1500 ettari, con le Riserve Naturali che invece sono poco più di 200 ettari. Il Padule di Fucecchio per essere tutelato ha bisogno di essere vissuto e di permettere ai proprietari e alle associazioni di svolgere le attività che hanno svolto storicamente su questo territorio. Soltanto così potremo tutelare il Padule, non certo con battaglie ideologiche che servono a difendere gli interessi di pochi”.

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