“Per i pazienti siamo speranza di restare in vita”: parla un’infettivologa del San Luca

La testimonianza di Sara Moneta, medico impegnato nei reparti Covid: "Gratificanti le parole di chi ce l'ha fatta"

Pubblichiamo oggi, per la rubrica C’è futuro, la testimonianza di Sara Moneta, medico infettivologo in servizio all’ospedale San Luca di Lucca in prima linea per gestire l’emergenza sanitaria Covid-19.
Parole, le sue, che ripercorrono i gesti di una nuova quotidianità, osservati con la forza dell’ottimismo. Eccole.

La mattina attraverso il piccolo giardino davanti casa, curato come mai prima, brulicante di fiori di una primavera che si impone, nonostante tutto, con la sua colorata vitalità.

Prendo la bici e respiro a pieni polmoni, l’aria è pulita, posso finalmente pedalare veloce senza timore di subire incidenti.

Lascio a casa marito e figli, che inizieranno la loro giornata piegati davanti allo schermo dei loro pc e penso a quando mia zia, medico anche lei, nell’incertezza dei 18 anni mi disse “non esitare a scegliere medicina perché qualunque cosa succeda nel mondo, i medici non resteranno mai senza lavoro”. Allora benedico quel giorno che decisi di iscrivermi alla facoltà di medicina, e anche quando presi la scelta di fare malattie infettive, perché in questa fase sentirsi utili alla nostra comunità è davvero gratificante.

Arrivata in reparto, spesso ci accoglie un vassoio di paste, dono di qualche negoziante generoso.

Lavorare è a volte faticoso, i dispositivi di protezione individuale sono pesanti, ma alla fine, noi, rispetto agli infermieri, restiamo nella zona sporca solo per un tempo relativamente breve.

E poi senti le persone che si attaccano a te come un naufrago si aggrappa a una zattera, in quel momento rappresenti la loro speranza di restare in vita e cerchi davvero di fare del tuo meglio cercando anche di spendere una parola in più di incoraggiamento.

Poi leggere sui giornali le parole di chi ce l‘ha fatta è una grande gratificazione, e anche i tanti messaggi di incoraggiamento di amici anche lontani, con cui avevi perso i contatti.

Certo mi mancano le gite in bicicletta la domenica mattina, le scampagnate al mare, ma anche una breve passeggiata nella campagna fiorita vicino casa mi dà la carica per andare avanti.

Ricordiamo ai lettori che per inviare il proprio contributo alla rubrica C’è futuro è sufficiente scrivere a info@luccaindiretta.it

 

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