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Serata al Foro Boario in ricordo di Marinella Lazzarini

marinelDomani (8 novembre) alle 19 al Foro Boario, si terrà una serata in ricordo di Marinella Lazzarini. Così presenta la serata Lucca Bene Comune: “Non importa chi sono, non importa come mi chiamo. Potete chiamarmi Strega. Le parole sono di Franca Rame e questi sono solo alcuni dei versi preferiti di Marinella Lazzarini, figura storica lucchese, insegnante, scrittrice e donna impegnata in politica e nei movimenti per l'affermazione dei diritti civili. Punto di riferimento per intere generazioni, venuta a mancare a luglio scorso, lasciando in città un vuoto che è lì, presente e nitido in tutta la sua pesantezza, in tutto il suo dolore. Ecco perché le amiche e gli amici, le persone che le hanno voluto bene e che l'hanno incontrata sul proprio percorso, cercheranno di renderle omaggio, riprendendo il filo dell'eredità culturale che Marinella ha lasciato a ognuno di loro. La strada di Marinella, questo il titolo dell'iniziativa che verrà organizzata a partire dalle 19 al Foro Boario”.

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14 anni fa scompariva il pittore Virio Bresciani: il ricordo dell'amico Francesco Cipriani

Il 29 luglio del 2000 moriva Virio Bresciani, noto pittore pietrasantino. Virio è nato a Pietrasanta il 28 agosto del 1925. Dopo l'istituto d'arte di Pietrasanta, ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze dove si diploma nel 1953 con lode. Frequenta lo studio del pittore Pietro Annigoni e conosce Primo Conti ed Ottone Rosai. Nel 1958 si trasferisce a Milano esponendo in molte gallerie lombarde. Il successo non tarda a venire. Partecipa a diversi concorsi di pittura con ottimi risultati, fra tutti il premio Suzzara che vince nel 1961. Travolto dalla metropoli, nel 1972 rientra a Pietrasanta, nella dimensione a lui più consona, restando comunque un “artista eccentrico e difficile, un pittore anticonformista, una voce che grida fuori dal coro un assolo abbaiato”, come scrive di lui Ilaria Cipriani, nel catalogo della personale del 2010 I volti della Solitudine.
Se infatti è inevitabile inserire Virio nel contesto artistico pietrasantino, lo è altrettando affermare che “è proprio partendo dalle peculiarità stilistiche del suo disegno che se ne può comprendere la singolarità e la portata”, come scrive Giuseppe Cordoni nello stesso catalogo. “Ritengo doveroso - dice l'amico Francesco Cipriani - ricordare un difficile ma autentico e valido pittore nella speranza che il suo ricordo resti vivo in chi lo ha conosciuto e per lui ci si adoperi affinché le sue opere siano spesso proposte all'attenzione del pubblico”.

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