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In Italia è sushi mania: ecco i valori nutrizionali del piatto nipponico

Parla la nutrizionista Ombretta Velotti: "Non bisogna esagerare con la salsa di soia"

Il sushi è una preparazione alimentare che non fa parte della nostra tradizione, ma che ormai è ben presente nella dieta degli italiani. Sembra che nel 2017 i consumi abbiano toccato il 70 per cento, con 47000 chili di sushi venduti in Italia.

Questa specialità nipponica presenta molte varianti ed è particolarmente apprezzata dalla popolazione più giovane e dalle donne. La variante più conosciuta è quella che prevede piccole quantità di riso cotto, condito con aceto di riso, sale e zucchero, su cui vengono apposte delle fettine sottili di pesce, crostacei o frutti di mare crudi, a volte rifinite con alghe, vegetali e anche uova o tofu.

Le persone che si rivolgono al nutrizionista spesso vogliono conoscere i valori nutrizionali del sushi e chiedono di inserirlo periodicamente nel proprio schema alimentare. E’ difficile quantificare esattamente le calorie e i nutrienti del sushi, perché le preparazioni sono tante e molto diverse tra loro.

In generale troveremo sempre del riso bianco, trattato con distillato di riso, zucchero e sale; quindi una fonte di carboidrati complessi raffinati (non integrali). L’altro ingrediente che caratterizza il sushi, è il pesce crudo: tonno, salmone, orata, branzino, gambero, seppia e polpo. Queste sono buone fonti di proteine e grassi polinsaturi, senza dimenticare vitamine del complesso B, vitamina D e iodio.

Possiamo poi trovare nella preparazione le alghe nori e kombu (fonte di proteine, vitamina C, vitamina A, vitamina PP e acido folico) oppure la tamagoyaki, una frittata quadrata che viene usata come base che apporterà proteine, grassi saturi, vitamina B, vitamina A, vitamina D e E. Meno frequentemente, troveremo verdure, frutta, ortaggi ed eventualmente tofu. Bisogna fare attenzione a non esagerare con la salsa di soia, poiché presenta un elevato apporto di sodio e di glutammato.

Il sushi inserito in una dieta variata, può essere consumato senza particolari problemi in adeguate quantità e con aggiunta di verdure e frutta fresca. Scegliamo sempre luoghi che offrono materie prime di buona qualità e garanzie sulla sicurezza delle procedure di preparazione, in particolare per il rischio di contrarre un’infezione da Anisakis.

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