Restaurato grazie al Rotary di Lucca l’Ecce Homo di Santa Maria Corteorlandini

A nuova vita la tela databile a cavallo fra Cinquecento e Seicento grazie al lavoro di Massimo Bonino

Restaurato l’Ecce Homo della chiesa di Santa Maria Corteorlandini, questa mattina (25 gennaio) la restituzione alla città.

Il Rotary club di Lucca nei service dell’annata ha infatti inserito un intervento di restauro di un quadro, di epoca seicentesca, raffigurante un Ecce Homo che appartiene alla chiesa lucchese. La tela, in condizioni di forte degrado, ha richiesto una profonda ripulitura della superficie cromatica dai numerosi strati di vernice ossidate e fumo di candele che si sono sovrapposti nei secoli, oltre ad una sua rintelaiatura. Anche la cornice, contemporanea al dipinto, è stata sottoposta ad una pulitura e ad un rinforzo strutturarle.

La piccola tela raffigurante l’Ecce Homo appartiene al convento di Santa Maria Corteorlandini, sede della congregazione dei chierici regolari della Madre di Dio, fondata nel 1574 da San Giovanni Leonardi da Diecimo. Il tema iconografico trae spunto dal noto episodio raccontato nel Vangelo di Giovanni, che vede Ponzio Pilato mostrare alla folla il Cristo incoronato con un serto di spine. Un tema che ha avuto un’ampia diffusione sia in pittura che in scultura nel periodo della Controriforma in quanto particolarmente adatto, per i suoi accenti drammatici, a indurre i fedeli al raccoglimento e alla preghiera. Non è stato possibile formulare un’ipotesi attributiva per il dipinto, di notevole livello qualitativo, la cui esecuzione è collocabile negli anni a cavallo tra Cinque e Seicento.

L’intervento, curato dal restauratore Massimo Bonino, è stato completato ed il quadro è stato restituito alla chiesa di appartenenza nel corso di un incontro che si è tenuto stamani (25 gennaio), nei locali della chiesa stessa.

All’incontro hanno preso parte i rappresentanti del Rotary Club di Lucca, con il presidente Domenico Fortunato, il restauratore Massimo Bonino, che ha illustrato i contenuti dell’intervento di recupero, e la storica dell’arte Paola Betti che ha contestualizzato l’opera con riferimenti storici ed artistici.

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