Sicurezza sul lavoro, al Fermi un convegno con 200 studenti

La Uilm vuole proporre l'introduzione di una materia specifica nelle scuole

Diffondere la cultura della sicurezza sul lavoro a partire dai più giovani. Questo lo spirito del convegno organizzato dalla Uilm area nord Toscana al quale hanno partecipato quasi 200 ragazzi dell’istituto tecnologico Fermi di Lucca.

Un’iniziativa che ha subito trovato il pieno appoggio del preside del Fermi, Massimo Fontanelli, che ha sposato l’idea del sindacato: “Lavorare con i ragazzi sulla cultura della sicurezza rappresenta un terreno fertile. Non per niente i ragazzi quando si iscrivono a scuola vengono quasi inquadrati come lavoratori, con una posizione assicurativa Inail. Senza contare che prima di andare in laboratorio o a fare uno stage formativo in azienda devono fare dei corsi specifici sulla sicurezza. Ma non dobbiamo parlare a scuola di sicurezza solo in senso stretto: bisogna insegnare loro la cultura della sicurezza. Bisogna fargli conoscere quali sono i rischi nell’ambiente di lavoro per prevenire l’incidente. Lavorare affinché certi fenomeni non accadano più visto che i numeri, purtroppo, non sono confortanti: ancora troppi incidenti e molti mortali”.

A spiegare il progetto nel suo complesso è Andrea Farinazzo, responsabile sicurezza Uilm nazionale: “La Uilm vuole portare il tema della sicurezza sul lavoro all’interno delle scuole e vuole spingere il governo a integrare alcune ore specifiche di formazione, 18 o 19, all’interno della legge che reintegra l’educazione civica. Dobbiamo diffondere una nuova cultura partendo dalla base, dai giovani, i lavoratori del futuro”.

La segretaria regionale della Uil Toscana, Annalisa Nocentini, ha poi approfondito il tema: “Si comincia dalla scuola a mettere i primi semi per una reale cultura della formazione e della sicurezza. Purtroppo abbiamo la consapevolezza che le giovani generazioni si affacceranno a un mondo del lavoro peggiorato rispetto al passato, con un’avanzata del lavoro precario che si collega in maniera disastrosa ai morti e agli incidenti sul lavoro”.

Incidenti e denunce che la Uilm ha presentato nei giorni scorsi, numeri preoccupanti ribaditi dal segretario Uilm area nord Toscana, Giacomo Saisi: “La fortuna non è un dispositivo di sicurezza. Siamo convinti che la sicurezza nei luoghi di lavoro debba diventare materia scolastica per riuscire a creare quella cultura della sicurezza nei giovani, per i futuri lavoratori. Ci crediamo fermamente e andremo avanti. L’iniziativa di stamani è un piccolo passo in avanti per portare il governo a fare della sicurezza una materia scolastica. Ci sono stati 1.133 morti nel 2018, 950 morti nel 2019 a livello nazionale. Numeri importanti riportati dalle denunce all’Inail ma ci sono anche quelli che non compaiono, per vari motivi. Numeri drammatici che interessano anche provincia di Lucca. Aumentano inoltre le richieste di malattie professionali, aumentano gli infortuni: dobbiamo mettere un freno a un bollettino di guerra non più ammissibile”.

Al convegno hanno inoltre partecipato Pasquale Sgrò del Gruppo Sgrò, Daniele Battistini di Rlst Uil Artigianato Toscana, Stefano Tortelli di Rls Uilm, Franco Borghini segretario Uil area nord Toscana e Vincenzo Renda coordinatore Uilm Toscana. Ha coordinato il giornalista Paolo Mandoli.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Lucca in Diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.